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il caso/2 

Piscina, il Comune si rivolgerà all’Anac per il nodo gestione

Luca Signorini

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Il Comune chiederà un parere all’Anac (Autorità anticorruzione) per tentare di risolvere, possibilmente in via bonaria, la spinosa questione della gestione della piscina comunale, affidata nel 2009 (e fino al 2026) al Centro Nuoto Montecatini. Lo annuncia l’assessore allo sport Emiliano Corrieri: «È un percorso complesso a livello amministrativo, ci potrebbero essere ripercussioni da un punto di vista penale e patrimoniale sul bilancio pubblico. Dobbiamo avere certezze sul procedimento corretto da seguire. Meglio attendere un mese in più oggi invece di prendere provvedimenti che potrebbero rivelarsi illegittimi, che avrebbero delle conseguenze gravi».

Sul tavolo della giunta e degli uffici coinvolti (sport, legale, ragioneria), fin da inizio anno, ci sono diverse istanze, diffide legali e “intimazioni ad adempiere” con le quali il gestore chiede un riequilibrio economico-finanziario per le maggiori spese finora sostenute (più di 1,2 milioni di euro) a fronte di quelle previste dalla convenzione firmata tra le parti undici anni fa (circa 840.000). Spese non previste per oltre 300.000 euro che il Centro Nuoto ha coperto per proprio conto. La volontà della società sportiva – per interrompere il braccio di ferro che va avanti da mesi – è di ottenere un prolungamento della gestione di altri tre anni (dunque fino al 2029) e un contributo di 70.000 euro una tantum, viste anche le perdite dell’ultimo periodo causate dal Covid con la chiusura dell’impianto (più o meno 150.000 euro).

Per ora il Comune non si è espresso in merito, ha preferito temporeggiare per vederci meglio (ha chiesto pareri anche agli uffici interessati), nonostante abbia agli atti una relazione dell’avvocato Franco Arizzi (incaricato dal municipio) che in sostanza definisce legittime e da accogliere le pretese avanzate dal soggetto gestore.

«Quella di Arizzi è l’unica consulenza che abbiamo, per questo ci rivolgiamo all’Autorità anticorruzione – prosegue Corrieri – in caso di accoglimento del riequilibrio procederemo con il prolungamento della gestione e la concessione dei 70.000 euro una tantum, altrimenti si aprirebbe un altro scenario, ovvero quello di un nuovo bando di assegnazione per l’impianto, in pratica si azzererebbe tutto». Se dovesse essere quest’ultima la circostanza che si verificherà (con lo stralcio del contratto), il Centro Nuoto non ha fatto mistero della sua intenzione di adire le vie legali per chiedere il rimborso del valore di tutte le opere sostenute (quindi 1,2 milioni di euro), un diritto della società secondo quanto dispone la legge numero 77 del 17 giugno, che ha adottato una revisione del codice delle concessioni. Si sbilancia il sindaco Luca Baroncini: «Nei prossimi giorni, entro Natale, vogliamo trovare una soluzione. Ribadiamo la nostra volontà di andare avanti e tenere aperta la piscina. Il problema nasce dal passato e non è banale, riaggiustare il piano economico-finanziario non è cosa semplice da un punto di vista giuridico e burocratico. È aperta una interlocuzione con gli uffici per trovare una soluzione, vogliamo arrivare a una sintesi che accontenti le varie posizioni». —



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