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«Scelta giusta rinviare i saldi dobbiamo tamponare le ferite»
Domani potranno riaprire molti negozi e i commercianti accolgono con favore la decisione della Regione. «Ma l’anticipo delle promozioni andava evitato»
MONTECATINI
Toscana in dirittura d’arrivo per l’ingresso in “zona arancione” (e nel mirino c’è già la gialla) e con i saldi posticipati a fine gennaio. Due boccate d’ossigeno per le imprese del commercio, tra le categorie maggiormente colpite da questo semi-lockdown. I saldi di fine stagione non partiranno infatti il giorno prima dell’Epifania, come di regola in passato, ma il 30 gennaio. Riguarderanno per lo più scarpe, accessori e capi d’abbigliamento: 30 giorni dureranno le vendite scontate, fino dunque a tutto febbraio. Lo ha deciso la giunta regionale, considerando lo stato d’emergenza legato alla pandemia. Prima dei saldi ci sarà però quest’anno maggiore flessibilità sulle promozioni, che potranno iniziare dal 1° gennaio. Le associazioni di categoria avevano chiesto di intervenire con nuove soluzioni per gestire con maggiore flessibilità le strategie aziendali, incentivare gli acquisti e commercializzare l’invenduto. Il settore moda aderente a Confesercenti (Fismo) aveva chiesto che la data di inizio saldi fosse il 6 febbraio, ma l’associazione esprime comunque soddisfazione per la decisione presa a Firenze. Così come Confcommercio, che in una nota scrive che si tratta di «una richiesta che avanziamo da anni e che ora più che mai è essenziale. Ridare stagionalità al prodotto parlando di vendite di fine stagione è alla base della valorizzazione dei capi e dell’offerta, ma serve anche per fare chiarezza ai clienti. Inoltre, quest’anno, con i magazzini pieni e le vendite in calo, non possiamo pensare di deprezzare i prodotti quando hanno ancora piena stagionalità». Maggiori perplessità l’associazione rivolge verso la decisione di liberalizzare le vendite promozionali nel mese precedente i saldi: «È dannoso per le attività e per l’intera filiera della moda che sta registrando una grave sofferenza». Soddisfatti dei saldi posticipati anche i commercianti. «Una mano tesa verso i negozi di vicinato che dovrebbe essere replicata al di là del periodo di emergenza che stiamo vivendo», dice Daniele Tonfoni, titolare del negozio di abbigliamento Fiacchini di corso Roma (e presidente provinciale Fismo), mentre è al lavoro per allestire la vetrina del punto vendita prossimo alla riapertura. «I capi invernali – dice l’esercente – ci vengono riforniti a ottobre e far iniziare i saldi i primi giorni di gennaio è pertanto sbagliato. La nostra categoria è già fortemente penalizzata dalla grande distribuzione e dal commercio online che ben sfrutta i vari Black Friday, Cyber Monday o Single day. Aver spostato in avanti i saldi è un buon risultato, anche se aver liberalizzato le vendite promozionali rischia di neutralizzare gli auspicati benefici». Sulla stessa linea anche Simone Bartolini, titolare dell’omonimo negozio di scarpe di corso Matteotti. «Ora dobbiamo pensare a salvarci e a tamponare le ferite – dice – ma anche se è giusto rinviare i saldi, il mese che abbiamo perso difficilmente sarà recuperato».
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