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Il calzaturiero va svecchiato «Non attrae più i giovani»

Maria Lardara
Il calzaturiero va svecchiato «Non attrae più i giovani»

Nel 2019 i lavoratori under 40 erano il 31,7%, nel 2008 arrivavano al 42,9% Confindustria Toscana Nord rinnova il progetto “È di moda il mio futuro”

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MONSUMMANO

Alzi la mano chi lavora come operaio specializzato nell’assemblaggio di calzature, oppure chi opera come addetto alla fresatura e cucitura della suola. Probabilmente quella mano la alzerebbero in pochi, soprattutto pochi under 40. Sì perché, secondo l’ultima rilevazione di Confindustria Toscana Nord, nel 2008 i lavoratori nel calzaturiero under 40 erano il 42, 9% sul totale degli addetti, nel 2019 se ne contavano il 31,7%. Colpisce un altro dato: sempre nel 2019 il 15% di chi lavorava in fabbrica nel distretto delle calzature aveva un’età compresa tra 55 e 59 anni: dodici anni fa era il 9,2%.

Ecco che, per far sì che vadano a braccetto giovani e manifatturiero, si rinnova per il 2020 la manifestazione “È di moda il mio futuro”, il progetto di orientamento delle giovani generazioni verso le professioni del calzaturiero strizzando gli occhi alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Un’edizione targata Confindustria Toscana Nord che, nell’anno del Covid-19, cambia pelle e diventa tutta “digitale” con conferenze on line, proiezioni di video con testimonianze di studenti, visite virtuali alle aziende, nel periodo tra dicembre e febbraio. Che i mestieri nel calzaturiero non siano tanto appetibili soprattutto tra i trentenni, lo confermano i dati di Confindustria: nel 2019 il 7,8% degli addetti si collocava in una fascia di età fra i 30 e i 34 anni, quasi la metà rispetto al 2008.

Cosa fare per “svecchiare” il settore? A far suonare il segnale di Sos per il distretto calzaturiero è Rodolfo Checcucci, coordinatore del gruppo cuoio e calzature di Confindustria Toscana Nord: «Gli under 40 sono il capitale umano più prezioso per le nostre aziende, quello che le proietta in un orizzonte futuro. I numeri ci spingono a considerare la necessità di un turnover importante che impone percorsi formativi alternativi. Il nostro territorio ha tradizione produttiva, scuole qualificate, una collaborazione consolidata con le amministrazioni locali».

Un patto di alleanza dunque con l’offerta formativa presente sul territorio, in primis con gli istituti Sismondi-Pacinotti, Marchi-Forti e il liceo artistico Petrocchi. «Avremo bisogno di un percorso idoneo, che la scuola certo contribuirà a delineare rafforzando le esperienze dirette in azienda, per tramandare quelle manualità che hanno fatto apprezzare la qualità dei prodotti per cui il nostro distretto è rinomato – osserva Checcucci – Sono mestieri preziosi, ai quali le scuole avvicinano ma che si imparano con tanta passione».

Nel distretto calzaturiero della Valdinievole c’è lavoro per 3.061 persone impiegate in 455 stabilimenti: nel 2019 l’export è stato di 270 milioni di euro mentre il valore della produzione della filiera è stimato intorno agli 811 milioni di euro l’anno.

Che Monsummano abbia fatto la storia delle calzature nel mondo è la vicesindaca Elena Sinimberghi a ricordarlo durante la conferenza stampa per presentare “È di moda il mio futuro”, annunciando la novità di una sfilata di moda che coinvolgerà il museo d’arte contemporanea “Mac,n”.

«Confindustria – ha ricordato – ci sta supportando nel lavoro per ridare linfa al settore: l’idea è di sfruttare in futuro gli spazi destinati all’arte contemporanea». –

Maria Lardara

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