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Cimiteri al collasso, passano all’attacco le opposizioni
Il problema sollevato dal Tirreno arriva in consiglio comunale La questione è sicuramente legata al Covid ma trova origine in tempi più lontani
Monsummano
La questione dei cimiteri al collasso, sollevata dal “Tirreno”, arriva in consiglio comunale. C’entra di sicuro il Covid («I decessi sono triplicati, siamo a oltre 15 morti nell’ultimo mese», aveva detto l’assessore Arcangelo Crisci), ma è una faccenda che si trascina da anni, almeno dal 2016 quando è naufragato il project financing da 2 milioni di euro (in pratica una parziale esternalizzazione) per l’ampliamento e la gestione dei camposanti di via del Riposo e di Cintolese. Il tema torna oggi alla ribalta vista l’assenza di loculi liberi e la carenza di posti a terra, e sarà al centro di interrogazioni presentate dal Movimento 5 Stelle e dalla lista civica Ci Siamo.
«Un mese fa, in consiglio comunale, tirai fuori il problema della mancanza di programmazione e pianificazione – dice Roberto Mineo, dei 5 Stelle – al quesito rispose addirittura il dirigente comunale. Per replicare, aspettavo atti che però ancora non sono arrivati. Adesso siamo a un punto veramente critico, la questione è imbarazzante per il Comune di Monsummano». Aggiunge Mineo: «C’è un altro aspetto su cui discutere, ovvero la gestione stessa delle strutture alla cooperativa Spiga di Grano, che ha avuto l’affidamento in modo diretto e temporaneo durante l’estate, con una proroga ad agosto fino a marzo 2021. Il fatto è che il Comune impegna in questo periodo 100. 000 euro, una cifra che non ha senso visto che i cimiteri sono pressoché chiusi. Tanti soldi per gestire che cosa? ».
Interviene anche Giuseppe Mignano della lista civica Ci Siamo: «In questo comune è vietato morire o almeno è opportuno rimandare di qualche anno. Se proprio non se ne può fare a meno e ci si ostina ad essere troppo precipitosi, bisogna essere pazienti e aspettare tre o quattro anni. È ingiusto e inaccettabile che non sia possibile garantire una sepoltura nel paese, sia per il decoro e dignità del defunto stesso, sia per i parenti che vorrebbero conservare l’opportunità di andare a far visita al loro caro». Prosegue l’esponente di opposizione: «Non è neanche possibile addossare al Covid le ragioni di quello che è un evidente ritardo da parte dell’amministrazione nel prendersi carico della situazione che già risulta difficile da almeno due anni. Avrebbe dovuto programmare la costruzione di loculi con il sistema del project financing, che consente di superare gli ostacoli del patto di stabilità. Pensiamo che anche il prefetto o la Regione vogliano intervenire per dare una mano al fine di trovare una soluzione definitiva al problema».
Per Lega e Forza Italia, «i ritardi sono quantomeno giustificati dalla pandemia, il problema è grave e ne siamo coscienti, c’è un progetto per costruire nuovi loculi (175 in tutto, nda) che deve avere un’accelerata». –
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