Il Tirreno

Montecatini

il caso 

In hotel rimangono solo 16 migranti di Vicofaro

Luca Signorini
In hotel rimangono solo 16 migranti di Vicofaro

Il sindaco ha incontrato i cittadini che hanno manifestato perché Montecatini non divenga un «centro di accoglienza»

2 MINUTI DI LETTURA





Montecatini

Volevano risposte dal sindaco, le hanno avute. Per quanto possibile. Luca Baroncini fornisce i numeri: «Degli oltre cento migranti attivati da Vicofaro, gran parte sono stati trasferiti tra il 6 e il 7 novembre scorsi, un'altra trentina sono andati via stamattina (ieri, nda). Oggi ne sono rimasti in tutto 16, alloggiati all'Hotel President, e anche loro lasceranno Montecatini al termine del periodo di quarantena». Il sindaco si prende l'applauso di fronte a una cinquantina di persone, radunate ieri nel tardo pomeriggio in piazza del Popolo da Sandro Schiavelli e Alberto Lucarelli, promotori della seconda manifestazione convocata in città (la prima dieci giorni fa davanti al Tettuccio) sull'onda lunghissima dell'arrivo (nella notte tra il 22 e il 23 ottobre) dei giovani richiedenti asilo che erano ospiti nel centro di accoglienza allestito nella parrocchia pistoiese di don Massimo Biancalani.

Non solo. Il ritrovo sul bianco travertino alla vigilia della zona rossa aveva lo scopo di dare voce a coloro che si oppongono «al sistema degli alberghi Covid, Montecatini non può diventare un grande ospedale, per una città turistica questo non è accettabile», ha sottolineato Schiavelli. Qui Baroncini può dare meno risposte, scavalcato dalle strategie della Regione (e dell'Asl) e degli stessi albergatori, che vendendo le camere per sistemare le persone positive o in isolamento fanno business in periodo di magra. «Sono intervenuto a questa manifestazione per dare conto sui migranti di Vicofaro – ha detto il sindaco – per quanto riguarda gli hotel sanitari io non biasimo i titolari delle strutture, siamo in un momento di grande emergenza e dobbiamo far fronte a questo». Ha ribadito Schiavelli: «Ne facciamo anche una questione di immagine, qui si rischia di promuovere un'idea sbagliata di città». Per dare altri numeri: gli alberghi sanitari attualmente attivi sono otto (Delizia & Genovese, Venezia, Montebello, Le Fonti, Medici, Terme & Pellegrini, Alba e President), ospitano circa 200 persone in isolamento. Altri due tre stelle hanno ricevuto il via libera da Firenze e sono pronti, se necessario, ad essere utilizzati. Ulteriori 19 hotel hanno partecipato all'ultimo bando regionale: se la situazione dovesse ancora precipitare non è escluso che vengano attivati. Libera scelta in libero mercato.

Quanto a Baroncini, riferendosi all’arrivo dei migranti, ha aggiunto: «Ringrazio le forze dell'ordine e la prefettura per il loro grande lavoro, hanno mostrato attenzione verso la nostra città affinché la situazione venisse gestita nel migliore dei modi. I nostri alberghi non sono centri di accoglienza e non devono diventarlo». —

Luca Signorini



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web