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Addio a Bettina Morescalchi vera signora del buongusto

Giovanna La Porta
Addio a Bettina Morescalchi vera signora del buongusto

Tutta la città conosceva e stimava la rampolla della famiglia titolare per decenni delle concessionarie Fiat in zona. «Grazia, stile, educazione in un’unica persona»

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MONTECATINI

È scomparsa improvvisamente Bettina Morescalchi, poco più di 60 anni, rampolla di una delle famiglie più note della nostra città. Titolari per decenni delle concessionarie Fiat del territorio, i Morescalchi sono stati una delle icone della Montecatini anni d’oro. Una concessionaria Morescalchi, a Pieve a Nievole, esiste ancora. Del resto, tutto era partito proprio da lì.

Bettina era bella, elegante e di gentile aspetto. Con un sorriso che ti trascinava via senza ammettere repliche. Si è spenta giovedì scorso a Firenze, dopo un malore repentino che non le ha dato scampo nonostante l’intervento dei medici di Pescia e Careggi. Dal pronto soccorso del Cosma e Damiano era stata infatti trasferita d’urgenza nel nosocomio fiorentino. Il tam tam sui social non si è fatto attendere. Giovedì sera, Elisa Figini, sua grande amica e titolare della boutique Figini di corso Matteotti, ne ha annunciato la scomparsa. «Lascia un vuoto incolmabile – racconta tra le lacrime – per me era un punto di riferimento. Aveva un gusto straordinario, andavamo insieme a Milano per visionare i campionari e selezionare i capi. Una preziosa amica e consulente».

Una marea di post sulla bacheca di Bettina. Le amiche di sempre ricordano la sua contagiosa risata. Disperata la figlia Caterina Brizzi: «Non riesco a rendermi conto, non posso ancora crederci». Un altro figlio di Bettina è Lorenzo. A piangerne la scomparsa ci sono, poi, la sorella Paola e il fratello Antonio. Il più piccolo, il cocco di famiglia. È lui che, con un aneddoto, riesce a delineare il carattere e la personalità di Bettina: «Ricordo che quando era una ragazzina si ruppe una gamba e andava in giro in Vespa con il gesso. Quando il dottore glielo tolse ci trovarono dentro un paguro morto. Il medico la guardava stupito: mia sorella aveva fatto il bagno in mare con il gesso».

Bettina era questa: brillante, affascinante, piena di vitalità. Elegante e trendy, anche quando indossava la tuta da sci e scendeva a serpentina le piste bianche dell’Abetone, in compagnia degli amici dello sci club. Beatrice Rattazzi pubblica una foto di gruppo in mezzo alla neve: «Per noi sarai sempre così». Carlo Alberto Andreani, amico di una vita, scrive su Facebook un commosso addio che ci riporta alle immagini del film “Sapore di mare”: «Stordito da una notizia a cui non posso e non voglio credere. Mille estati passate a finire barattoli di Lancaster a Forte dei Marmi, in compagnia della donna più naturalmente chic ed elegante del pianeta. Poteva pranzare alla Casa del prosciutto e cenare alla Casa Bianca, con passaggio per un tè dagli Windsor: le attenzioni erano solo per lei. Raramente nella vita ho ammirato così tanto la grazia, lo stile, la modestia, l’educazione, la simpatia. Lei, davvero, aveva tutto questo, miscelato a qualche attimo di malinconia che rende vera e vissuta la vita. Sono molto triste, come la risacca di una piccola onda del Bagno Giovanni alle 8 di sera che si porta lontano, ma mai del tutto, un cuore bellissimo».

Stamani ci sarà la benedizione con i parenti stretti. In tempo di Covid non è consentito altro. Poi la tumulazione. Il 5 dicembre, a un mese dalla scomparsa, verrà celebrata una messa commemorativa. —

Giovanna La Porta

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