Il presidio
Il no al trasferimento degli studi medici arriva in consiglio
Monsummano
Il contratto di affitto scadrà il 31 dicembre. Se nulla cambierà, dal 1° gennaio gli studi medici di Cintolese, aperti nel 2011 di fianco alla farmacia, sulla strada regionale Francesca Sud, dopo dieci anni esatti si trasferiranno nella Casa della Salute in via di organizzazione all’interno della nuova sede della Pubblica Assistenza Monsummanese, inaugurata a fine aprile 2018 in via Mameli, nel capoluogo, a dieci minuti di distanza in automobile. Nell’eventualità che i sette medici di famiglia, i pediatri e gli infermieri dell’ambulatorio facciano fagotto dalla più popolosa frazione di Monsummano (7.000 abitanti), i disagi per i cittadini, a maggior ragione anziani e magari non automuniti, sarebbero evidenti. Soprattutto in epoca Covid.
Una zona in completa trasformazione (nuova chiesa, nuova piazza, nuova area commerciale, nuovo campo sportivo) perderebbe un altro servizio, dopo la chiusura della filiale della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia. Resterebbe soltanto la farmacia, oltre al supermercato. Per questi motivi la questione degli studi medici in procinto di traslocare arriverà domani in consiglio comunale. A portare il tema in discussione è Giuseppe Mignano, capogruppo della lista civica “Ci Siamo”. «Perdere il presidio medico sarebbe un grosso problema per gli abitanti di Cintolese e delle località vicine (come Uggia, Pazzera, Bizzarrino, nda) – dice Mignano – chiediamo al Comune che faccia da mediatore tra l’Asl Toscana Centro e i medici, va trovata una soluzione. Tra l’altro i dottori avevano espresso la loro disponibilità a restare in questi ambulatori, a fronte però del pagamento di un affitto equo al proprietario dell’immobile (l’imprenditrice locale Giovanna Pazzini, nda), che non ha mai messo ostacoli per la risoluzione della vicenda. Inoltre, sono disposti ad andare a turno a Cintolese, un medico al giorno. Più volte poi hanno scritto al Comune di Monsummano sollecitando un incontro, che però non è mai avvenuto».
Mignano sollecita anche un intervento della Società della Salute della Valdinievole, a cui il municipio destina ogni anno 800.000 euro dal bilancio:«Mi sembra doveroso coinvolgerla», sottolinea. E un danno potrebbero subirlo gli stessi medici di base, con i cittadini che minacciano di cambiare professionista di riferimento, se il trasferimento dovesse avvenire. In sostanza, chiude il capogruppo di “Ci Siamo”, «chiediamo che l’amministrazione si interessi della questione, cerchiamo risposte che per ora non ci sono state». —
L. S.
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