Il presidio
Lunedì il processo al giovane accusato di sevizie su Pilù
La cagnolina morì dopo le violenze riprese con un video pubblicato poi sui social Parte civile la Lega italiana dei diritti dell’animale
PESCIA
A processo il pesciatino Gaetano Foco, accusato di aver torturato e seviziato Pilù, una cagnolina di piccola taglia che apparteneva alla fidanzata. I fatti risalgono a 5 anni fa e l’uomo si ritroverà lunedì in tribunale a Pistoia per un procedimento in cui la Lega italiana dei diritti dell’animale si è costituita parte civile.
“Foco – scrive in una nota la Lida – decise di postare sui social il video delle terribili sevizie inferte a questa creatura. Immagini tremende, in cui la piccola Pilù veniva più volte sbattuta al muro, seviziata con un pennarello e costretta a subire ripetute violenze, a ingoiare detersivi, alcolici e altre sostanze tossiche. Tramite questo video i familiari vennero a sapere come era morta la loro cagnolina. Un esserino inerme, finito al centro di una discussione familiare e diventato suo malgrado l’infelice ostaggio di chi cercava vendetta, che sfogò la sua rabbia su chi non aveva né colpe, né modo per difendersi da quella ferocia».
Pilù morì poco dopo dal veterinario, per le lesioni subite durante il pestaggio. La Lida sporse subito denuncia per quanto accaduto e si adoperò attraverso il proprio ufficio legale per potersi costituire parte civile al processo.
«Dopo anni di attesa – scrive ancora la Lida – finalmente arriviamo al dunque: lunedì Foco sarà in tribunale a Pistoia, processato per gli abusi perpetrati ai danni della piccola Pilù, e ci saremo anche noi, assieme alle altre associazioni costituite. Confidiamo nel giudice, auspicando che applichi il massimo della pena e che la condanna per sia equiparata all’atrocità delle azioni commesse».
L’associazione ricorda infine l’articolo 544 del Codice penale per cui Foco è stato denunciato. “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni. Chiunque cagioni una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie, è punito con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell’animale”. —
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