È pronto il piano strategico per la cultura
Giurlani: «Ci servirà per stabilire cosa fare, come farlo e soprattutto come intercettare le risorse per farlo funzionare»
Maria Salerno / PESCIA
La cultura come motore di sviluppo. È questo il pensiero da cui scaturisce la volontà di dotarsi di un piano strategico della cultura, ovvero uno strumento per la pianificazione e la gestione del patrimonio culturale del territorio. Benché non sia capoluogo di provincia, da qui a breve anche Pescia avrà il suo piano strategico della cultura, il cui iter di approvazione in consiglio è quasi in dirittura d'arrivo. Ieri mattina, il sindaco Oreste Giurlani e il suo vice, Guja Guidi (che ricopre anche la delega alla Cultura) hanno presentato il documento nel corso di una conferenza stampa, a palazzo del Vicario. «Un piano per stabilire cosa fare, come farlo e soprattutto intercettare le risorse per farlo» ha detto il sindaco, sottolineando come fin dal suo primo mandato, questo sia stato un obiettivo preciso della sua amministrazione, non a caso il progetto fu principiato dall'ex assessore Barbara Vittiman.
«Con questo atto per la prima volta si uniscono gli investimenti (ristrutturazioni, restauri, aperture, recuperi) con una strategia di gestione e di sviluppo che creerà occupazione e sinergie con altri territori – ha proseguito Giurlani – e non è un caso che questo piano sia parallelo al piano operativo, proprio a significare che la pianificazione urbanistica del territorio non può prescindere dalla sua valorizzazione culturale». I lavori per il piano strategico della cultura sono iniziati all'incirca nel 2016 con un censimento di tutto il patrimonio culturale, hanno visto la partecipazione di diversi soggetti tra cui la consulta per la cultura. «Pescia può ambire a ritrovare quel ruolo importante che ha avuto nel passato – ha sottolineato l'assessore Guidi – restituendo alle nuove generazioni quel patrimonio che proprio dal passato abbiamo ereditato».
L'assessore Guidi ha citato la recente occasione, offerta a Pescia, dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt di essere inserita all'interno del progetto "Uffizi diffusi", che mira a portare alcune opere della galleria anche al di fuori del capoluogo toscano, nei cosiddetti centri minori. Ma a Pescia, in particolare, non avverrà nessun trasloco di opere, essendo alcune tele di proprietà del museo fiorentino già presenti fin dai primi del 900.
«Ora si tratta solo di riuscire a declinare quel grande patrimonio che ci ha resi grandi nel passato anche nel presente, ritrovando la centralità che meritiamo – ha evidenziato la Guidi – e lo possiamo fare con una visione più ampia proprio perché sappiamo dove vogliamo andare». Pinocchio, il Museo Civico (la cui riapertura è prevista per il prossimo 14 novembre), la Carta, la musica, i grandi personaggi come Sismondi e Libero Andreotti sono solo alcune delle carte su cui il piano strategico della cultura intende puntare per il rinascimento culturale del territorio.
Tra le strategie quella di mettere in rete tutto il patrimonio sia pubblico che privato (attraverso un biglietto unico, ad esempio) e dialogare con altre amministrazioni (Lucca e Pistoia in primis) in un'ottica di condivisione. —
MARIA SALERNO
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