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Il Governatore... del Castello «Ho le chiavi per venire qui»

Martina Trivigno
Il Governatore... del Castello «Ho le chiavi per venire qui»

Visita di Eugenio Giani al borgo medievale dove si sono svolti i primi lavori di restauro delle porte. «Sono questi gli esempi della nostra Toscana diffusa»

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LARCIANO CASTELLO

«In questi anni cercherò di valorizzare la Toscana diffusa, quella fatta di piccoli borghi, per alimentare la bellezza della nostra regione. E tra questi c’è anche Larciano Castello». Il governatore Eugenio Giani è arrivato nel borgo medievale, ieri, pochi minuti prima delle 15. Nonostante i numerosi impegni istituzionali legati a doppio filo anche con l’emergenza coronavirus (poco prima aveva firmato la nuova ordinanza), il presidente della Regione ha voluto trasmettere un segnale di vicinanza verso gli abitanti della frazione collinare di Larciano. In quella che, per loro, è stata una grande giornata di festa.

Sì perché il Fai, Fondo ambiente italiano, ha scelto (tra le altre mète della Valdinievole) proprio Larciano Castello per le sue “Giornate d’autunno” (oggi andrà in scena l’ultimo appuntamento di questa edizione). Giani è stato accolto dal sindaco Lisa Amidei e da gran parte dell’amministrazione comunale. Prima i saluti, poi qualche battuta («Di Larciano Castello ho le chiavi, posso venire a trovarvi quando voglio») e, infine, il tradizionale pranzo (rigorosamente fettunta e fagioli accompagnati da un rosso locale) offerto dal circolo “Gli amici del castello”.

«Ogni volta che vengo qui provo un senso di bellezza, quell’accoglienza calorosa tipica delle piccole comunità – commenta il governatore – ho voluto assegnare la delega alla Toscana diffusa alla mia vice Stefania Saccardi per la realizzazione di un piano regionale di sviluppo. Ho parlato con gli abitanti, ho ascoltato le loro richieste. Cercheremo di capire dove poter realizzare un parcheggio. Sia i residenti che i turisti devono avere modo di parcheggiare l’auto con comodità».

E poi c’è la questione più spinosa, quella che tiene banco da anni: la sicurezza della cinta muraria e delle porte medievali. Un primo, importante passo già è stato compiuto con il restauro (intanto) delle porte, con un investimento di 380mila euro: il Comune ha infatti recuperato 190mila euro per la copertura finanziaria del progetto, poi altri 55mila euro sono arrivati dalla Regione Toscana, partecipando al bando “Città murate della Toscana”, mentre 70mila euro sono stati finanziati dal ministero dell’Interno. Infine circa 65mila euro derivano da fondi propri dell’amministrazione comunale. «Quello che all’inizio era un bando per la valorizzazione delle città murate della Toscana – conclude Giani – adesso è diventato una legge. Per questo ogni anno sarà creato un fondo da destinare proprio a questo scopo. Perché, come ho sempre ribadito, non deve esistere una Toscana a due velocità. Questi borghi sono una ricchezza». E non a caso il Fai ha scelto proprio Larciano Castello per far conoscere alcuni dei tesori nascosti della Valdinievole.

«Siamo molto felici del successo dell’iniziativa – commenta Silvia Francalanci della sezione valdinievolina del Fai – nonostante le limitazioni dovute al Covid, in molti si sono iscritti tramite web. I più sono arrivati da fuori provincia: da Firenze, Livorno, Pisa. E tutti quanti sono rimasti colpiti dalla bellezza di questo luogo, sconosciuto alla maggior parte dei visitatori».

Anche il governatore ha visitato il borgo, il frantoio e Villa Pucci. Poi un’ultima sosta sulla “terrazza” che si affaccia sulla Valdinievole. —

Martina Trivigno

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