Ex infermiere punta il dito «Hanno smantellato il Ss Cosma e Damiano»
PESCIA
C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui esisteva un presidio per la salute pubblica di eccellenza, pur essendo inserito in una piccola realtà come Pescia. Si tratta dell’ospedale SS. Cosma e Damiano. «Negli ultimi anni, purtroppo, sì è cercato di smantellarlo, renderlo meno operativo e mi trovo completamente d’accordo con il dottor Fiore, che mesi addietro rilasciò un’intervista al vostro giornale, proprio rammaricandosi per le sorti di questo ospedale».
A dichiararlo, in una lettera al Tirreno, è Luciano Franceschini, che per oltre trent’anni è stato in servizio come infermiere professionale all’ospedale di Pescia, negli anni che vanno dal 1968 al 2000.
«Ho sempre lavorato all’ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia (quattro anni in reparto “medicina” uomini). Si trattava di reparti di 35-40 posti letto che nel periodo invernale salivano a 45-50. Nel 1971 fu aperto un piccolo reparto di oculistica e noi allora ultimi assunti in ordine di tempo, venimmo chiamati per prestarvi servizio. Vennero altresì creati due reparti di chirurgia, due di ortopedia, ostetricia e ginecologia, un reparto di urologia, uno di pediatria ed un piccolo reparto di otorinolaringoiatria».
«Per tutti gli anni Novanta ed inizi anni 2000 – prosegue – il reparto di oculistica era un fiore all’occhiello in Toscana. Venivano da tutta la regione ed anche da fuori per sottoporsi ad interventi di cataratta, distacchi e rottura di retina, oltre a cure per patologie come il glaucoma, retinite pigmentosa, miopia, eccetera). Avevamo anche un ottimo reparto di cardiologia, riabilitazione e fisioterapia, radiologia. Insomma si trattava di una vera e propria eccellenza, seppur in un piccolo contesto di provincia».
«Oggi purtroppo – conclude quasi rassegnato Luciano Franceschini – assistiamo al suo quotidiano smantellamento per cui esprimo il mio profondo rammarico». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google