Il Tirreno

Montecatini

La giornalista Bonuccelli presenta il suo libro contro la violenza ai danni delle donne

“Per ammazzarti meglio” è stato ispirato da un episodio accaduto a Pistoia dove una vittima fu costretta a dividere la casa con l’ex compagno

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L’incontro

Ogni libro ha un inizio. Non è quasi mai il primo capitolo. È l’episodio che lo ispira. Nel caso di “Per ammazzarti meglio” – libro inchiesta sulla violenza contro le donne – la storia che ha messo in moto il meccanismo è avvenuta a Pistoia. L’uomo che perseguita la ex compagna; la minaccia, l’aggredisce; tenta perfino di ucciderla. Lui va pure in galera, ma quando esce lei è costretta a dividere la propria casa con lui, per un antico pegno d’amore che il diritto civile non consente di sciogliere. L’unica protezione che la vittima ottiene è un divieto di avvicinamento a tre metri del suo persecutore. È questo che ispira il libro inchiesta (Lucia Pugliese Editore - Il Pozzo di Micene) di Ilaria Bonuccelli, caposervizio Regione de Il Tirreno, ospite oggi alle 16 alle Terme del Tettuccio della rassegna “Acqua in bocca, ma non troppo”.

Questo non è l’episodio: questo si riferisce al provvedimento di un giudice che ritiene di proteggere una vittima di violenza tenendola a distanza di 3 metri da chi la vuole aggredire. Con una chiosa ridicola. L’aggiunta (al divieto di avvicinamento) del «divieto di lancio di oggetti». Insomma, il maltrattante le può sparare da 4 metri, ma non le può lanciare un coltello. Questo provvedimento paradossale, non isolato purtroppo, fornisce la nuova chiave di lettura della violenza sulle donne. Il fenomeno si racconta non più solo attraverso la storia delle vittime, ma attraverso i comportamenti sbagliati, negligenti, omissivi dello Stato che agevolano la violenza. Non solo quella fisica (dannosa, pericolosa, dolorosa) ma anche quella psicologica, economica e perfino giudiziaria. Le storie citate nel libro ne sono una conferma costante. Prendiamo quella avvenuta in provincia di Firenze. “Sciolgo te e i tuoi figli nell’acido”. Non è una minaccia. È una promessa. Pochi mesi dopo, l’uomo prende un coltello e tenta di assassinare la compagna: la rende invalida. Il figlio di un anno, invece, lo ammazza. Nessun giudice, nessun medico lo aveva ritenuto pericoloso abbastanza da allontanarlo dalla famiglia. Lui viene condannato a 20 anni di carcere. Ma quando il caso arriva davanti alla Corte europea per far condannare l’Italia per non aver evitato la tragedia, lo Stato si difende nel modo peggiore: è colpa della vittima. L’Italia scrive in una memoria che la donna se l’è cercata, perché ha ritirato le denunce, perché non è andata via di casa e perché non ha valutato lei «che meglio di tutti conosceva l’imputato» il pericolo mortale. Questo accade in Italia, Paese dove fino a gennaio 2020 una vittima di stupro valeva per lo Stato, in caso di risarcimento, 4.800 euro. O una vittima di femminicidio 7.200 euro. Oggi non è più così, grazie alla battaglia che Il Tirreno e l’associazione Carta di Viareggio hanno combattuto per l’abolizione del listino della vergogna: una battaglia che è solo a metà strada. Gli indennizzi sono stati aumentati, certo: oggi una donna stuprata viene indennizzata dallo Stato con 25mila euro e una donna assassinata vale per i familiari 60mila euro. Ma è sempre meno di un terzo delle altre vittime di reati intenzionali violenti che vengono “indennizzate” con 200mila euro di media. A conferma della lunga strada che deve essere ancora percorsa nel diritto e nella cultura del contrasto alla violenza (soprattutto contro le donne). Domandate a chi ha paura, chiede protezione e non riesce a ottenere neppure un braccialetto elettronico anti-stalker. Anche quelli fino al 2019 in Italia venivano pagati ma non si potevano attivare. Solo la campagna de Il Tirreno e di Carta di Viareggio – di cui fanno parte docenti della Scuola Sant’Anna di Pisa, dell’università di Pisa, rappresentanti della fondazione Kennedy, Casa delle donne di Viareggio, giornaliste, docenti, professionisti, vittime di violenza – ha fatto cambiare la norma e reso possibile il loro utilizzo. Certo ora si potrebbero attivare, se solo fossero disponibili. –



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