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Montecatini

«Io sono l’agnello sacrificato sull’altare della pace ritrovata con i due transfughi»

David Meccoli
«Io sono l’agnello sacrificato sull’altare della pace ritrovata con i due transfughi»

Antonella Volpi dice di essere stata considerata merce di scambio «da un sindaco giovane, inesperto ed estremamente pauroso»

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MONTECATINI

Un agnello (peraltro di area leghista) sacrificato sull’altare della pace ritrovata con i “transfughi” (si legga i due Bagnaioli), ma anche il “baratto vivente” (o “merce di scambio”) per un tentativo di ritorno alla governabilità da parte di un “sindaco inesperto e pauroso”. È così che si sente l’ormai ex assessore Antonella Volpi dopo la “defenestrazione” per far posto in giunta a Federica Pinochi, cui saranno assegnate le deleghe al turismo.

E pensare – dice ancora Volpi – che quando anche il nostro giornale aveva parlato di rimpasto, il sindaco Luca Baroncini le aveva consigliato di riderci sopra e cestinare il tutto. Alla fine la vicenda si è risolta in un “rimpastino” e a farne le spese è rimasta solo lei, nonostante – sottolinea – sia stata eletta dai cittadini (a differenza di qualcun altro).

«Apprendo con sorpresa e stupore – dice Volpi – il comunicato del sindaco con il quale annuncia la sfiducia nei miei confronti. Sorpresa perché non più tardi di qualche giorno fa il sindaco stesso informava noi assessori che le notizie di stampa su un rimpasto di giunta avremmo dovuto “leggerle, riderci su e cestinarle”. La mia sorpresa è ancor più grande in quanto durante il mio operato di questi 15 mesi, ho ricevuto da lui solo attestazioni di stima. I suoi complimenti a fronte del mio impegno e i risultati ottenuti, l’attenzione verso i più deboli durante e dopo il lockdown e il mio essere sempre in trincea con gli operatori del sociale, mai mi avrebbero fatto pensare a una mia sostituzione. Ma tant’è…».

L’ormai quasi ex assessora dice di credere ancora nel suo (e in quello del sindaco) partito – la Lega – e di aver subito accettato la sfida di amministrare la città, sebbene i primi mesi non siano stati facili, con «un gruppo eterogeneo che tentava di amalgamarsi ma tante, forse troppe, erano le diversità che, ahimè, hanno fatto emergere le criticità, ma anche l’inadeguatezza di chi ci guidava». Volpi ricorda l’uscita dalla maggioranza dei Bagnaioli, che «iniziano i ricatti (politici), le astensioni dal voto, critiche aspre come se la Montecatini consegnata nelle nostre mani fosse un gioiellino con i conti in pari e un’economia in espansione».

Ma ecco il patatrac. «Dopo 15 mesi di tensioni, guerriglie, schermaglie e litigi, vengo a essere l’agnello sacrificale non per incapacità, non per menefreghismo, non per inettitudine verso il mio lavoro, bensì per una tregua politica che non è detto porti la pace tra i due transfughi e l’amministrazione. Che sia il baratto vivente di un (goffo) tentativo di far governare a un sindaco, giovane, inesperto ed estremamente pauroso una città in ginocchio, sempre per mano di chi oggi si erge a paladino disinteressato della città?».

Volpi dice quindi di provare “schifo” e “rabbia”, di sentirsi come una innocente condannata a morte, tradita da chi invece avrebbe dovuto garantire la libertà. «Nel mio specifico caso, da chi mi avrebbe dovuto tutelare e non trattarmi come merce di scambio”».

E comunque, «se la motivazione del mio sacrificio – riflette l’ex membro della giunta – era dare alla città un assessore al turismo con specifiche capacità, quindi un tecnico, non sarebbe stato opportuno ridistribuire le deleghe mantenendo la quota politica espressa dalle elezioni, in quanto io sono stata eletta dai cittadini?».

«Mi auguro che il sindaco – conclude Volpi – trovi giovamento da questa decisione, mi auguro gli porti tutta l’armonia di cui lui ha bisogno per poter governare in santa pace senza addurre ad ulteriori scuse la città. Ferita nella mia persona, mi ritiro tra i miei affetti, la mia famiglia, i miei amici a cui ho negato tanto (per non dire tutto) da quando ho giurato la mia fedeltà alla città durante il primo consiglio comunale». —

David Meccoli

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