Il Tirreno

Montecatini

drammatico appello dell’apam 

Albergatori disposti a fare i consulenti esterni delle Terme

D. M.
Albergatori disposti a fare i consulenti esterni delle Terme

«L’elenco dei beni in vendita  pare la dimostrazione di una vera e propria resa di dei soci rispetto  al futuro della città»

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MONTECATINI

“La manifestazione d’interesse delle Terme si dimostra un atto disperato per salvare la società, da cui emerge purtroppo la totale assenza di una logica industriale di rilancio del prodotto e dell’azienda”. Lo scrive, in una nota, l’Apam, che invita anche gli albergatori a proporsi quali “consulenti esterni” per riposizionare al meglio l’azienda sul mercato.

Per l’associazione l’elenco dei beni in vendita “parrebbe dimostrare una vera e propria resa dei soci rispetto al futuro termale di Montecatini”, in quanto sono messi sul mercato “in modo così semplicistico degli immobili rilevanti per la loro estensione, per la loro ubicazione strategica, per il loro valore architettonico” e senza “coordinare queste azioni immobiliari a un chiaro progetto di città del benessere termale”.

L’Apam richiama inoltre l’attenzione dell’amministrazione comunale al fatto che “l’alienazione di questi immobili potrebbe voler dire uno stravolgimento storico e urbanistico di incommensurabile portata. In pratica, se questi fabbricati diventassero dei beni privati la città non avrebbe più voce in capitolo qualsiasi cosa accada”.

L’associazione si lamenta anche di non aver mai visionato il piano industriale delle Terme e rinnova l’invito a farlo “ai fini di una piena condivisione strategica”.

«Il nostro lavoro, gli investimenti nelle nostre aziende – dice il presidente Carlo Bartolini – non possono essere svincolati da una qualsiasi strategia pensata e realizzata sulle Terme e sulla stessa città. Purtroppo a oggi non vediamo alcuna visione prospettica, ma solo atti che tolgono speranza al futuro».

L’Apam ricorda quindi che la città vive di turismo, avendo in questo settore 3mila addetti – di cui quasi la metà nel solo settore alloggio – e 12mila posti letto. “Non si parla di un piano industriale per salvare solo un’azienda, ma anche l’economia di un intero territorio”, scrive l’associazione, che si dichiara anche disponibile a “fare la propria parte per sostenere la ripartenza e lo sviluppo dell’azienda in affiancamento all’attuale gestione”.

“Di fatto – prosegue la nota – la promozione del prodotto termale può essere veicolata attraverso l’attività di marketing degli alberghi a costo zero per le Terme. Occorre però passare attraverso un cambiamento nella gestione dell’ordinario e della programmazione del lavoro a medio termine da condividere con la nostra categoria”.

«Invito i colleghi – conclude Bartolini – a mettere a disposizione le proprie professionalità per supportare la gestione del core business delle Terme al fine di un riposizionamento sul mercato attraverso i nostri canali di promozione e vendita. Proponiamo, in pratica, una sorta di consulenza esterna a titolo gratuito da fornire attraverso specifici gruppi di lavoro». –

D. M.

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