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Misure correttive al bilancio chiesta proroga di 15 giorni

Maria Salerno
Misure correttive al bilancio chiesta proroga di 15 giorni

Concessa dalla corte dei conti al comune di pescia 

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PESCIA

Il Comune di Pescia ha richiesto una proroga di 15 giorni alla sezione regionale della Corte dei Conti per adempiere a quanto la magistratura contabile aveva deliberato nell’adunanza dello scorso 2 luglio. In quella pronuncia la Corte accertava “un grave squilibrio di cassa” e “la mancata realizzazione degli obiettivi previsti dal piano di riequilibrio fino al 2016” con un disavanzo relativo all’esercizio di quell’anno di quasi 3 milioni e 900 mila euro. In conseguenza disponeva per l’ente una serie di misure correttive, volte a finanziare il disavanzo (per circa 2 milioni di euro), a ripristinare gli equilibri di cassa e ad adottare una delibera consiliare nella quale fossero rappresentati correttamente sia la situazione del rendiconto, sia gli aggiustamenti dei bilanci degli anni successivi. Tutto questo entro 60 giorni, che sono scaduti lo scorso 15 settembre.

Insieme alla richiesta di proroga, il sindaco si è impegnato a portare la delibera in consiglio comunale entro il 30 settembre. La richiesta è stata accolta, ma per illustrare nel dettaglio quali provvedimenti intende prendere l’amministrazione per pareggiare la cassa bisognerà attendere la discussione in consiglio.

«Vero che l’anticipazione di cassa era molto alta nel 2016 – ha sottolineato Oreste Giurlani – ma si tratta di una condizione fisiologica di molti comuni, soprattutto di quelli come il nostro che hanno adottato nei confronti dei crediti di dubbia esigibilità il metodo semplificato, anziché quello ordinario». Che vuol dire? «Il metodo semplificato consente di accantonare meno soldi, ma non fa evidenziare situazioni di difficoltà di riscossione dei propri crediti. Un esempio sono le entrate delle multe, che vengono messi in bilancio, ma poi magari la somma non viene riscossa per intero per i motivi più vari, alcune vanno in prescrizione ad esempio. Però quei soldi che in bilancio sono stati messi, nel frattempo vengono spesi: e da lì il disavanzo. È una situazione che ha riguardato molti comuni tanto che il Governo ha previsto delle strategie per rientrare come ad esempio una spalmatura in 15 anni del disavanzo».

«In questi 10 giorni verranno predisposti tutti gli atti e tutti gli aggiustamenti richiesti dalla magistratura contabile, anche se già nel consuntivo 2019 – ha assicurato Giurlani – molti correttivi sono stati già apportati». —

Maria Salerno

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