Il presidio
Individuato a causa delle telefonate alla sua amata
Johnny lo Zingaro aveva acquistato due telefoni cellulari: uno lo aveva intestato a un nome fittizio, mentre l'altro (ora sotto sequestro) lo aveva donato a Giovanna Truzzi, la sua compagna che intanto dalla Sardegna era rientrata in Toscana. Il latitante pensava forse che quello stratagemma fosse sufficiente a escluderlo dalla lente d'ingrandimento degli inquirenti.
Ma proprio quelle telefonate - due o tre al giorno sempre verso lo stesso numero, proprio a partire dal 5 settembre, il giorno della fuga - hanno fatto calare l'ombra del sospetto su quelle utenze. Le intercettazioni poi hanno fatto il resto, portando a scovare il luogo in cui Johnny lo Zingaro si nascondeva, in un casolare a una ventina di chilometri dal carcere dove Giuseppe Mastini sta scontando l'ergastolo, a cui è stato condannato nel 1989.
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