Il presidio
Cara ministra, io ho fatto il test. Perché i miei studenti no?
Il professor Pietro Rosellini, ex consigliere comunale del Pd, in qualità di docente del Liceo Statale Coluccio Salutati di Montecatini Terme, ha scritto una lettera alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.
Cara Ministra, sono un docente della scuola secondaria superiore, che diligentemente in data 31 agosto (ultimo mio giorno di ferie) ha fatto il test sierologico a tutela della mia salute e di quella dei miei alunni. E, per la cronaca, sono risultato negativo.
Ritengo di aver fatto il mio dovere. Ma, mi chiedo, come mai il test sierologico o il tampone non è stato richiesto anche agli alunni?
Leggo da i documenti che sono in nostro possesso che gli alunni non hanno l’obbligo della mascherina, purché siano distanziati. Come mai nelle funzioni liturgiche della Chiesa cattolica viene chiesto il distanziamento e la mascherina e la stessa cosa non a scuola? Evidentemente nelle chiese il distanziamento di 1 metro non basta, ma ci vuole anche la mascherina; nelle aule scolastiche la norma è diversa. Perché?
Questa riflessione nasce anche dal fatto che io con la mia azione responsabile (di aver fatto il test) sto tutelando i miei alunni; ma chi tutela me?
Lo Stato (mio datore di lavoro) non imponendo la mascherina ai miei alunni, non tutela me; quasi come se la salute dei docenti fosse meno importante della salute degli alunni.
La salute è salute, indipendentemente dall’età e dalle funzioni che si svolgono…
La domanda si pone anche per una seconda riflessione.
Un docente, essendo un adulto, raramente è asintomatico e quindi è quasi sempre subito manifesto se è contagiato meno; inoltre gli adulti hanno le peggiori conseguenze da coronavirus; proprio per questo in via di massima hanno avuto durante l’estate un atteggiamento più responsabile.
Quindi un docente è maggiormente a rischio di contagio (anche con peggiori conseguenze) che un alunno.
Viceversa i ragazzi, vuoi per la loro esuberanza naturale, vuoi anche per un senso di liberazione dopo il lockdown, è più facile che abbiano tenuto comportamenti a rischio e quindi abbiamo potuto infettarsi ed è molto più probabile che siano asintomatici.
Per questo motivo, secondo me, sarebbe stato meglio sottoporre ai test anche, e soprattutto, i ragazzi a iniziare da quelli più grandi (sto parlando per le scuole medie superiori). —
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