Il presidio
Torna a suonare il campanile della chiesa del Corpus Domini
I lavori sono durati cinquanta giorni, si sentono di nuovo i rintocchi delle campane Il costo dell’intervento, supportato dalla Cei, ha superato di poco i 100mila euro
Montecatini
L’inconfondibile e ridondante suono della campana a distesa arriva all’improvviso, all’ora del vespro. In molti nella zona sud alzano la testa dalle rispettive occupazioni e volgono lo sguardo verso il campanile della chiesa del Corpus Domini. Bisogna tornare parecchio indietro nel tempo per ricordarsi dell’ultima volta che tale musica festosa ha risuonato nel Sottoverga di Montecatini. Un rito quotidiano come pure il semplice battito a martelletto a scandire le ore e la vita in via Marruota e dintorni, usato con estrema parsimonia prima che la torre venisse totalmente circondata dalle impalcature per permettere il restauro completo della struttura, diventata sempre più instabile e pericolosa.
Gli usurati supporti delle campane più piccole producevano vibrazioni assai dannose per la parte muraria con frequente caduta di calcinacci. L’intervento di restyling e messa a norma, sarebbe dovuto partire proprio quando è iniziato il lockdown e quindi è stato giocoforza posticipato.
Comunque, venerdì scorso, dopo 50 giorni esatti dall’inizio dei lavori, col termine di consegna pienamente rispettato, l’amato campanile, tolti gli ultimi pezzi della pesante armatura, è ritornato all’antico, splendore, con l’aggiunta di una suggestiva illuminazione notturna.
Visibilmente compiaciuto don Sergio Cerracchio, padre giuseppino poco avvezzo alle luci della ribalta ed ai presenzialismi, che ha festeggiato nel migliore dei modo l’anno d’insediamento da parroco del Corpus Domini. Napoletano verace dai modi genuini e garbati, ha alle spalle esperienze in zone problematiche.
«Ma pure qui, credetemi, non scherzate in quanto a situazioni difficili – esordisce – anche se ho riscontrato con piacere che la gente di questa parte della città è davvero speciale in fatto di solidarietà verso il prossimo. Ne ho avute tangibili testimonianze».
Poi riprende il discorso sull’intervento al campanile: «Il costo finale dell’intervento – spiega sotto l’occhio attento dell’architetto Francesco Sturlini, direttore dei lavori, ha superato di poco i centomila euro, per il 60 per cento supportato dai soldi della Cei. L’intervento è stato invasivo ma ha cercato di mantenere per così dire, il più possibile, i pezzi originari, soprattutto la campana centrale e quelle laterali. L’importante è che adesso tornino a fare il loro dovere già dalle imminenti e differenziate cerimonia delle prime comunioni».
Don Sergio ci saluta. Sul campo di calcio centrale gli irrigatori bagnano il nuovo manto erboso mentre alcuni bambini urlano festosi dietro un pallone nel campetto adiacente. Segnali importanti da un oratorio di periferia in tempi difficili. Rincuoranti come la melodiosa armonia delle campane. –
Roberto Grazzini
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