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Primi giorni dedicati all’ascolto «Servirà per l’adattamento»
PESCIA
Tutto è pronto per la ripartenza delle scuole dell’obbligo. Lo hanno annunciato il sindaco Oreste Giurlani e il suo assessore all’istruzione Fiorella Grossi nell’ambito di una conferenza stampa, che si è svolta ieri a palazzo del Vicario, a cui hanno partecipato anche le dirigenti scolastiche degli istituti comprensivi Rita Levi Montalcini e Libero Andreotti, Gabriella Nanini e Antonella Gesuele. Entrambe le dirigenti hanno sottolineato le non poche difficoltà che hanno dovuto affrontare per predisporre gli edifici scolatici ad affrontare il rientro, a partire dalla differenziazione degli ingressi, la turnazione del servizio mensa ecc. , ciò non di meno la scuola è pronta a ripartire, con la serenità che l’impegno è stato massimo per garantire la massima sicurezza.
La popolazione studentesca complessiva che accolgono entrambi gli istituti supera le duemila unità: sono circa 1060 al Libero Andreotti, distribuiti su 5 scuole e circa 1050 al Rita Levi Montalcini, distribuiti su 10 scuole. «Non a caso a Pescia la prima fabbrica può essere considerata la scuola – ha sottolineato il primo cittadino – perché se consideriamo anche gli istituti superiori raggiungiamo le 6700 unità. Ecco perché è stato necessario un importante lavoro di raccordo tra Comune, dirigenti scolastici, Provincia, trasporti e forze dell’ordine per garantire l’organizzazione del servizio, per cui chiediamo massima collaborazione ai genitori e che si configurerà come un tavolo di lavoro permanente».
Al Comune di Pescia sono stati assegnati circa 90mila euro dal Governo per l’adeguamento delle strutture scolastiche alle norme antiCovid, inoltre il Comune ha richiesto delle tensostrutture per incrementare gli spazi in quattro edifici scolastici: la scuola elementare di Collodi, quella di Alberghi, le Simonetti e Valchiusa. «Tutti i servizi verranno garantiti – ha assicurato l’assessore Grossi – alcuni verranno modificati, per esigenze di sicurezza, ma non saranno ridotti». Ad esempio in alcune scuole i pasti si consumeranno in classe, anziché a mensa. Nessuna modifica sostanziale anche per quanto riguarda gli orari. I trasporti verranno garantiti a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, sia in entrata che in uscita. Le prime due settimane per cercare di contenere i disagi e indirizzare i ragazzi e gli operatori verso comportamenti adeguati, il personale incaricato dal comune, provvederà a misurare la febbre dei bambini con il termo scanner, per poi indirizzarli al posto a loro preventivamente assegnato, secondo le norme del distanziamento. Entrambe le dirigenti hanno sottolineato con forza l’esigenza di dedicare i primi giorni di scuola all’accoglienza, alla formazione e alle simulazioni. «I bambini avranno certamente bisogno di essere ascoltati – ha evidenziato Gabriella Nanini – per questo ho detto agli insegnanti di non iniziare subito coi programmi, ma di dare spazio all’adattamento». –
Maria Salerno
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