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Intitolato a Bellei l’ingresso dell’ippodromo
L’emozione dei figli Enrico e Rossella:: «È la prima volta che in Italia un luogo viene dedicato a una figura dell’ippica»
MONTECATINI
Intitolato al grande driver lo spazio antistante l’ingresso dell’ippodromo Sesana, che diventa Largo Nello Bellei. La cerimonia si è svolta ieri alla presenza del sindaco Luca Baroncini, del direttore dell’ippodromo Sesana Stefano Marzullo e della famiglia Bellei, con Rossella ed Enrico, i figli del grande Nello. Un emozionato Enrico ha detto: «È una cosa singolare, è la prima volta che una strada o una piazza d’Italia viene intitolata ad un guidatore, ad una figura dell’ippica. Mio padre è stato un gran genitore, una brava persona, un ottimo professionista. È un’iniziativa che ha fatto piacere a tutta la famiglia». Presenti anche Gabriele Baldi, Roberto Benedetti e Vincenzo Fera.
Nello Bellei ha vissuto a Montecatini dal 1950 al 2006, anno della sua scomparsa. È stato un tutt’uno con la città che ha onorato con successi nelle grandi corse dell’ippica. Un grandissimo protagonista del trotto ma anche una bella persona, un vero galantuomo, Nello Bellei detto “Ivan”. Cercava di vedere il buono che c’era negli altri. Per tre decenni, i Sessanta, i Settanta e gli Ottanta, ha rappresentato un modo “toscano” di costruire il successo nello sport del sediolo. Se le grandi scuderie di Milano, Torino, Bologna, Padova e Trieste partivano da una base di cavalli di grande genealogia, lavorando su grandi numeri, pensiamo a formazioni storiche come l’Orsi Mangelli e i Biasuzzi, Nello Bellei vinse tantissime corse e molti gran premi con indigeni della scuderia Kyra, prodotti artigianali nati a Scandicci Alto. Il guidatore, nato a Modena nel 1930, era un uomo di cavalli completo. Non solo driver eccelso, ma anche abile nella programmazione, dopo aver intuito le doti di un puledro sapeva disegnarne il percorso assecondandone la progressione della carriera. E se da Montecatini partiva per una trasferta a Milano o a Roma, non erano mai viaggi a vuoto. Memorabili sono le imprese nei gran premi disputati nel vecchio San Siro da Scellino e Sem. Giovani cavalli che nelle corse con i nastri sapevano battere i campioni anziani sfruttando il vantaggio di metri e non solo: arrivavano a Milano con la condizione al top. I ritorni da quelle trasferte erano l’indomani festeggiamenti al bar con gli amici. Nello era un abile raccontatore, sempre prodigo di dettagli. Amava far partecipi gli altri delle proprie impressioni, sempre dettate con naturalezza, mai con spocchia. Quel modenese che si era innamorato di Montecatini – negli ultimi anni amava stare all’aria aperta sul viale Verdi gustandosi un buon gelato – era quasi una cartolina della città. Negli anni Settanta e Ottanta l’ippica era in seconda pagina sulla Gazzetta dello Sport, così se in treno dicevi a qualcuno che eri di Montecatini, sentivi dire dal tuo interlocutore che “è la città di Nello Bellei”. La sua fama oltrepassava il Sesana, dove sotto le luci ogni estate quel driver che guidava con il corpo proteso verso la destra del sulky, se la vedeva con i grandi guidatori che venivano da tutta Italia. –
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