Il presidio
Sgravi della Tari solo al 12 per cento e limitati ai mesi del lockdown
«Un albergo di 2.600 mq che resterà chiuso tutto l’anno dovrebbe pagare 14.000 euro invece dei 15.500 del 2019»
MONTECATINI
Apam chiede “coerenza sui costi e sui criteri di calcolo” della Tari per gli alberghi. Per l’associazione, infatti, “solo attraverso una ragionevole e coerente determinazione dei costi del servizio sarà possibile sostenerne il peso”.
Quello che oggi infatti vede applicato l’Apam per la determinazione della Tari “non è assolutamente coerente con la situazione economica attuale. Al momento ci viene chiesto di pagare su un piano economico e finanziario che tiene conto dei costi di gestione del servizio riferiti al 2019, con la possibilità di recuperare quello che evidentemente pagheremo in più rispetto ai costi del 2020 nei prossimi 3 anni, a decorrere dal 2021. L’esatto contrario della logica che sta contraddistinguendo in questo momento la politica degli aiuti alle imprese che è impostata su riduzioni e slittamenti”. Se si analizza il provvedimento assunto dal Comune, per l’associazione “quanto deliberato prevede solamente una riduzione della parte variabile della tariffa per il solo periodo del lockdown, che si manifesta in un contenuto 12% di sgravio complessivo”.
“Tuttavia – specifica il presidente Carlo Bartolini – è sotto gli occhi di tutti che stiamo assistendo a un crollo economico del comparto turistico che va ben oltre il mero periodo indicato. Ci sono, infatti, molte strutture ricettive che non faranno un giorno d’apertura in tutto il 2020 e non è accettabile che vedano diminuita la Tari di una misura così irrisoria”.
Bartolini ricorre quindi a un esempio concreto: un albergo di 2.600 mq con 76 camere, chiuso tutto l’anno, si troverebbe a pagare comunque 14mila euro contro i 15.500 versati nel 2019. «Con cosa dovrebbe pagare – si chiede il presidente – se non ha prodotto incassi e, soprattutto, perché dovrebbe contribuire se non ha prodotto rifiuti? Lo stesso ragionamento sul rapporto tariffa e rifiuto prodotto nel 2020 è valido per tutti gli alberghi che, nonostante la diminuzione della domanda, hanno mantenuto eroicamente il presidio turistico della nostra città”.
Apam ha inoltre proposto al Comune un documento in quattro punti: un maggiore impegno nei confronti di Ato per la definizione di un piano economico finanziario coerente con i costi di gestione di quest’anno e che non consideri il 2019 come base di computo; un termine di pagamento rateale, adeguato e corrispondente al riequilibrio finanziario dell’anno corrente per le somme che verranno accertate per la Tari 2020; recuperare per tutti gli alberghi, stagionali e non, la riduzione tariffaria prevista per le utenze non stabilmente attive, come da attuale regolamento comunale; la non applicazione della parte variabile della tariffa per i periodi d’inattività oltre quelli indicati genericamente dall’Authority, riferiti al solo periodo di lockdown. —
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