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Un monumento alle ragazze torturate e uccise dai tedeschi
È stato realizzato per iniziativa del circolo Agorà di Pietrabuona dallo scultore Silvio Viola. «Fu il primo omicidio di genere avvenuto nel comune di Pescia»
PESCIA
Un monumento in memoria di Iris Stiavelli e Miriam Cardini, le ragazze torturate e uccise dai nazifascisti il 7 settembre del 1944.
È stato realizzato per iniziativa del circolo Agorà di Pietrabuona, grazie a un contributo della Banca di Pescia e Cascina e della Proloco di Pietrabuona, dallo scultore Silvio Viola e posto nella località di San Lorenzo, dove i corpi furono ritrovati solo il 31 marzo 1945. Nella mattinata di ieri, il sindaco Oreste Giurlani ha deposto una corona in ricordo delle due giovani vittime del nazifascismo e contestualmente si è svolta la cerimonia di inaugurazione del monumento alla presenza del vescovo Roberto Filippini. Proprio il 7 settembre di 76 anni fa, quando Pescia era sconvolta dai rastrellamenti e dalle rappresaglie connessi al ritiro delle truppe germaniche dalla città, nei pressi di San Lorenzo soldati tedeschi sbandati sequestrarono la giovane Miriam Cardini di soli 15 anni, livornese sfollata a Pescia, e Iris Stiavelli che di anni ne aveva 21 e stava facendo ritorno a casa dalla cartiera dove lavorava. Secondo le ricostruzioni le ragazze furono condotte a Pietrabuona, furono rinchiuse in una casa, seviziate e uccise probabilmente perché si opposero al tentativo di stupro. I loro corpi furono nascosti e quello di Iris Stiavelli gettato nel pozzo nero dell’abitazione. Il primo corpo ad essere ritrovato fu quello di Iris, quasi affiorato dalla terra nei pressi della legnaia di Ferruccio Procissi, successivamente i carabinieri ritroveranno anche Miriam dentro il pozzo, con le dita mozzate per impedire che riuscisse a scappare. «Una storia di cui per tanto tempo non si è parlato – ha sottolineato Emanuele Cutsodontis del circolo Agorà – ma sicuramente si tratta del primo crimine di genere della storia di Pescia e a noi è sembrato importante ricordare. Da qui il monumento».
Due corpi straziati quelli rappresentati da Silvio Viola, che ha voluto fissare il momento drammatico del ritrovamento nella sua opera “per non dimenticare”, realizzata con pietra serena donata dalla cava Nardini. —
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