Il Tirreno

Montecatini

dipendenti delle terme 

Taglio degli integrativi l’assemblea rilancia

D. M.

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MONTECATINI

Una soluzione più condivisa e meno penalizzante per i lavoratori; una “revisione” piuttosto che un “taglio” dei contratti integrativi; maggiori dettagli sul piano industriale e sugli investimenti previsti nei settori benessere e sanitario.

Sono queste le richieste presentate sul tavolo della trattativa alle Terme da parte dei sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs per evitare un “muro contro muro” nel bel mezzo di un mese, settembre, che un tempo era l’altissima stagione per Montecatini. Dopo una lunga serie di proroghe (sviluppatesi di pari passo con l’evolversi degli incontri tra azienda e organizzazioni sindacali), il preannunciato taglio dei contratti integrativi dei dipendenti dovrebbe entrare in vigore dal 1° ottobre. Così, dopo aver incontrato l’amministratore unico della società, Alessandro Michelotti, e aver nuovamente tentato di trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti, i sindacati sabato hanno convocato un’assemblea dei lavoratori al Tettuccio.

«Ho letto sui social – dice Giovanni Bernicchi, Fisascat Cisl – tante sciocchezze sull’opportunità di fermare per due ore lo stabilimento. Ma in tanti non si rendono conto a quanti soldi dovranno rinunciare i dipendenti».

Bernicchi, oltre alle già citate richieste presentate all’azienda, chiede maggior chiarezza da parte dei soci: «Non solo la Regione, ma anche il Comune dovrebbe spiegare cosa vuol fare delle sue terme. Al di là di tanti discorsi fatti dal sindaco, a oggi risultati ancora non se ne vedono». –

D. M.

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