Il presidio
La presidente: «Sconvolti ma fiduciosi nella Giustizia»
Il sindaco Giurlani: «Un fatto gravissimo che dovremo chiarire col Cda e la cooperativa e poi indiremo un apposito consiglio comunale»
PESCIA
«Siamo tutti sconvolti da quanto è accaduto, ma abbiamo piena fiducia nella giustizia, che saprà certamente tutelare il San Domenico, gli ospiti che ci vivono e tutti i lavoratori». Le parole, poche e stringate, della presidente del Cda Ilaria Camarlinghi sono esemplificative del disorientamento che ha investito la direzione della Rsa e anche la cooperativa. Nessuna notifica e nessun documento che possa contribuire a far luce su quanto è accaduto e che già dalla mattinata di lunedì aveva suscitato tanto sgomento e tanti interrogativi. «Rimaniamo in attesa di sviluppi» è la laconica conclusione. Prudenza al momento, anche da parte del primo cittadino, Oreste Giurlani, che ha definito quanto emerso dall'inchiesta della Procura di Pistoia: «un durissimo colpo, non solo per il San Domenico, ma per l'intera comunità pesciatina». Lunedì sera, durante il consiglio comunale, alla richiesta del consigliere Oliviero Franceschi che gli chiedeva di informare la cittadinanza su quanto stava avvenendo all'interno della Rsa, facendo appello alla riservatezza delle indagini si limitava a parlare «di cose accadute che nulla avevano a che vedere con la funzionalità della struttura» e null'altro. «Quando avremo maggiore chiarezza sui fatti convocheremo sia il Cda che la cooperativa KCS per stabilire una linea comune per tutelare sia l'immagine del San Domenico che della città - ha detto ieri - e successivamente indiremo un apposito consiglio comunale dove verrà discussa l'intera vicenda». Rammarico e costernazione rimangono i sentimenti dominanti, a maggior ragione, che il 27 settembre la Rsa San Domenico avrebbe ricevuto proprio dalle mani del sindaco, insieme all'altra Rsa cittadina Villa Matilde, un pubblico encomio per l'operato durante l'emergenza sanitaria. «Una cosa gravissima» l'ha definita Francesco Conforti, consigliere d'opposizione e medico di lungo corso di molti ospiti della casa di riposo. «In 40 anni che frequento la struttura non ho mai avuto alcun sospetto, sebbene qualche volta avessi intercettato dei malumori da parte dei parenti degli ospiti mai sarei arrivato a pensare che si trattasse di situazioni tanto gravi - ha sottolineato - mi auguro che vengano accertate le responsabilità individuali, ma anche quelle politiche che attengono alla gestione. Infine ringrazio le forze dell'ordine che sono riusciti a portare alla luce tutto ciò». La Rsa San Domenico da troppi anni è oggetto dell'attenzione delle cronache, prima per la pesante situazione debitoria che fino all'ultimo ha rischiato di minacciarne la sopravvivenza, poi per questioni legate al trattamento economico dei dipendenti da parte delle cooperative che si sono avvicendate, infine per il grave tributo in termini di vite umane dovuto al Covid: 7 degli 11 morti a Pescia erano degenti della struttura. —
maria salerno
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