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Inchiesta sulla Rsa di San Domenico, l'ipotesi è di maltrattamenti
Le indagini ancora coperte da riserbo sono state avviate dalla Procura di Pistoia dopo un esposto e affidate ai carabinieri
PESCIA. Un'inchiesta sulla Residenza sanitaria assistenziale San Domenico di Pescia è stata aperta dalla Procura di Pistoia con l'ipotesi di maltrattamenti nei confronti di uno o più anziani ospiti. Le indagini sono state affidate ai carabinieri del Comando provinciale di Pistoia, che nella mattinata di domenica 30 hanno eseguito una perquisizione all'interno della struttura.
Sull'inchiesta gli inquirenti mantengono per ora il massimo riserbo. Tutto sarebbe partito dall'esposto dei familiari di un'anziana ospite che, durante l'emergenza per l'epidemia di coronavirus, pur essendo in grado di muoversi autonomamente, sarebbe stata costretta a rimanere per lungo tempo a letto, con le conseguenze fisiche che questo comporta. Gli accertamenti potrebbero essersi poi estesi alle dotazioni di dispositivi di protezione individuale usati dal personale e dagli ospiti per contrastare il diffondersi dell'epidemia.
Massimo riserbo anche da parte del sindaco di Pescia, che è venuto a conoscenza di alcuni particolari dell'indagine in corso e nella serata di lunedì 31 ha informato i capigruppo del consiglio comunale prima della seduta. Nel corso del consiglio comunale Giurlani ha informato i consiglieri che era in corso un'indagine sulla Rsa senza però fornire ulteriori particolari.
La Rsa San Domenico di Pescia è una delle strutture assistenziali che hanno pagato un prezzo più alto all'epidemia, con sette ospiti deceduti nei mesi di maggiore diffusione del virus.
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