Il Tirreno

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aspettando la prima campanella 

Buone notizie per la scuola: riapre l’elementare “Martini”

Martina Trivigno

Chiusa tre anni fa per la messa in sicurezza può tornare finalmente a ospitare gli alunni trasferiti alle Arinci. Che a loro volta sono oggetto di lavori

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MONSUMMANO

Con il nuovo anno scolastico ormai alle porte, l’emergenza coronavirus porta con sé alcuni dubbi e pure qualche incertezza. Ma anche una buona notizia: il Comune di Monsummano restituisce alla città la scuola elementare “Ferdinando Martini”, chiusa tre anni fa per motivi di sicurezza, con i suoi circa 200 studenti che, allora, erano stati costretti a “migrare” verso le ex “Arinci” di via Diolaiuti, a loro volta trasferite nello stabile dell’ex tribunale di via Cavour. Un investimento di oltre un milione di euro (di cui 400mila euro finanziati dal Comune e altrettanti dalla Regione Toscana, mentre altri circa 300mila euro sono stati spesi per i lavori di adeguamento statico e miglioramento sismico). Una manna dal cielo, insomma. Perché proprio nell’anno in cui il Covid-19 ha reso tutto più difficile, i piccoli studenti monsummanesi potranno contare su una struttura nuova e più sicura. Ma non solo.

«Le nostre parole d’ordine sono continuità, costanza e coerenza – spiega l’assessora all’Istruzione, Elena Sinimberghi –. Quando si parla di scuola, infatti, non si può improvvisare, occorre pianificare. E questo lavoro è frutto della coralità di idee della giunta e anche dell’impegno dell’ufficio scuola, di quello tecnico e dei dirigenti scolastici».

Anche perché, nel frattempo, sono cominciati i lavori all’asilo nido e scuola dell’infanzia “Giovanni Falcone” (per un costo totale di 667mila euro) che si concluderanno entro Pasqua 2021 con i piccoli alunni che occuperanno le ex “Arinci” (dove sono stati investiti 40mila euro per alcuni interventi di ammodernamento).

Nel frattempo, l’amministrazione comunale è al lavoro per garantire il rispetto delle disposizioni. «Tutte le scuole elementari e medie hanno aule abbastanza grandi per ospitare gli studenti nel rispetto del distanziamento e, per questo, saranno usati molto poco i banchi con le ruote – prosegue Sinimberghi – il nostro obiettivo è quello di garantire il servizio mensa, verificando le situazioni, refettorio per refettorio, in un’ottica di totale sicurezza per i nostri bambini e ragazzi. Insieme all’Asl Toscana centro, verranno rivisti i menu settimanali e saranno eliminati i pasti liquidi. Con la società appaltatrice del servizio mensa, abbiamo poi studiato un piatto suddiviso in tre parti e sigillato, in cui ogni bambino troverà il suo pasto completo».

Anche se la grande incognita resta, almeno per il momento, il servizio di trasporto scolastico. «Abbiamo stilato una graduatoria delle famiglie che hanno fatto domanda – sottolinea l’assessora all’Istruzione – ma appare evidente come i mezzi, occupati soltanto per la metà, non siano sufficienti a trasportare tutti gli studenti. Stiamo valutando, tra le altre cose, la possibilità di avere servizi accessori, come potenziare il servizio pre-scuola. Ma, a nuovi servizi, corrispondono nuovi costi e, in questa fase in cui le entrate nelle casse comunali sono praticamente azzerate, può rappresentare un problema. Aspettiamo la conferenza Stato-Regioni per sciogliere il nodo trasporti e capire, di conseguenza, come agire» . –

Martina Trivigno

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