Il Tirreno

Montecatini

vecchi mestieri 

Domani la prima foto dedicata a Pescia

Roberto Grazzini
Domani la prima foto dedicata a Pescia

È la riproduzione di una immagine che risale agli anni Trenta: operai agricoli al lavoro nei vivai Del Ministro

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA

Archiviati le storie ed i “Vecchi Mestieri” di Montecatini, città delle Terme, il nostro viaggio all’indietro nel tempo, fatto di scatti d’autore, si sposta nella vicina Pescia, la città dei fiori. Le ultime quattro istantanee in omaggio con l’acquisto del nostro quotidiano domani, mercoledì, giovedì e venerdì prossimo, riguarderanno appunto questo antico borgo pare di origini longobarde, il cui nome deriva da un toponimo di quelle lande che significa torrente.

Qui entra in gioco anche l’importanza del fiume omonimo che col passare degli anni ha caratterizzato la vita della gente del posto, prima per l’agricoltura e poi soprattutto per quanto riguarda l’attività delle cartiere.

Al secolo XIII infatti risalgono le prime fabbricazione della carta, che in seguito qualificherà la città. Probabilmente la prima stamperia fu quella di Francesco Cenni del 1485 a cui fecero seguito quelle di Sigismondo Rodi e dei fratelli Orlandi. La cartiera Magnani ancora oggi attiva, ha origine anch’essa nel ’400. I loro prodotti furono esportati in molti paesi del mondo, tra cui il Sud America ed il vicino Oriente. Senza poi contare il proliferare di concerie, mulini e frantoi. E così come per Montecatini, la preziosa acqua si rivela l’elemento fondamentale nell’humus, nonché collante del commercio pesciatino mentre il fiume Pescia, col sorgere del vero e proprio punto di riferimento della Valdinievole va a dividere in due parti le aree e gli interessi cittadini. A destra troviamo la vasta area diciamo dedicata alla vita pubblica e al commercio ed a sinistra quello legata alle attività religiose e monastiche. Poi venne il Ponte del Duomo ad unire questi due poli così nettamente divisi. Nel 1699 Pescia volle e ottenne il titolo di città da Cosimo I dei Medici e nel 1726 il passaggio a Diocesi. Altrettanto complesso è il territorio fra il montuoso e collinare, e solo in piccola parte pianeggiante.

Tornando al discorso floreale, all’inizio l’economia della città si basava esclusivamente sull’allevamento del gelso e del baco da seta, di cui si racconta che sia stato importato segretamente dall’oriente per la prima volta in Europa proprio da un frate pesciatino, tale Francesco Buonvicini. Nei documenti medievali è citato il Mercato Longo che coincide in larga parte con Piazza Mazzini e che conserva ancora la forma ad imbuto, spazio funzionale non viario, tipico delle piazze medievali. Terra dunque assai ambita in tempi medievali fra Firenze e Lucca. Ma quando fu evidente l’espansione fiorentina in Valdinievole, Pescia si alleò con Firenze la quale fu sempre grata alla fedeltà dei pesciatini, favorendo in ogni modo il loro sviluppo.

Un ultimo accenno alla foto di domani che vedete qui accanto: immortala i vivai Del Ministro, i lettori la riceveranno in omaggio con l’acquisto del giornale. –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani