Il Tirreno

Montecatini

Oggi la dodicesima foto in regalo, poi da martedì si riparte con le immagini del territorio pesciatino

Roberto Grazzini
Oggi la dodicesima foto in regalo, poi da martedì si riparte con le immagini del territorio pesciatino

Prosegue l’iniziativa del Tirreno “Vecchi Mestieri” con la distribuzione  di scatti che immortalano come si lavorava un tempo in Valdinievole 

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dono ai lettori

Si chiude oggi il nostro speciale book fotografico sui Vecchi Mestieri che hanno contribuito allo sviluppo di Montecatini, anche in momenti particolarmente difficili, lasciando un segno indelebile nella mente di chi ha vissuto quei frangenti e conosciuto quelle figure speciale. L’ultimo personaggio è lo spazzino comunale. Tuttavia l’iniziativa voluta dal “Tirreno” con queste belle foto in bianco e nero dell’archivio Rosellini in regalo ogni martedì mercoledì, giovedì e venerdì con l’acquisto del quotidiano, non si ferma qui. La quarta settimana della distribuzione delle foto storiche sarà dedicata a luoghi e professioni di Pescia e dell’hinterland della città dei Fiori. L’indotto floreale è sempre stato la carta vincente di questa piccola grande Sanremo della Toscana. E se per Montecatini, le umili e laboriose lavandaie delle Terme hanno rappresentato l’immagine iniziale ed ideale da cui partire nel nostalgico viaggio a ritroso nel tempo, lo stesso discorso vale per gli operai dei vivai Del Ministro, immortalati nello scatto datato anni Trenta riguardo le attività professionali di allora. E proprio in quel periodo, esattamente nel 1932 nasce la Società Pesciatina di Orticoltura allo scopo di produrre piante da vivaio e da fiore. Negli anni ’50, al termine di una rapida e costante crescita, la superficie a vivaio già raggiungeva 10 ettari e la società si poneva al vertice del settore per importanza ed evoluzione delle tecniche adottate. Agli inizi l’attività di propagazione interessava diverse specie, l’olivo era tra queste ma non in modo dominante.

Con l’andare del tempo, anche grazie al lavoro appunto del cavalier Renato Del Ministro, uno dei fondatori, pure l’olivo iniziò a rivestire sempre maggiore importanza. Tutto girava attorno al duro lavoro nei campi e alla conseguente frenetica attività del Mercato dei Fiori. Dalla prima tettoia in cemento in piazza del Grano, attraverso la struttura di via Amendola, fino al nuovo complesso finito di costruire a metà degli anni Ottanta. Là scorre e scorreva il fiume, la Pescia, a volte livido e minaccioso, altre benefico e rassicurante, a bagnare una città più lucchese che valdinievolina per modus vivendi, dovuto alla mentalità e alle abitudini dei suoi abitanti. —



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