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Montecatini

allarme aggressione 

«Mi hanno accoltellato», ma non era vero

«Mi hanno accoltellato», ma non era vero

Giovane in preda ad alcol e droga si ferisce a un braccio in casa, vaga per strada e poi chiede aiuto ai carabinieri

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pieve a nievole

Pieno di alcol e cocaina, quando si è svegliato dopo la notte di abusi, ha iniziato a dare di matto. Inveendo contro il coinquilino, sveglio ma anche lui tutt’altro che lucido, e la coinquilina, che invece stava ancora smaltendo a letto ciò che aveva bevuto. Per poi prendersela con se stesso. Ha afferrato un coltello da cucina, si è fatto un profondo taglio sull’avambraccio sinistro e, uscito di casa, si è messo a girovagare nelle vicinanze. Telefonando ad un certo punto aal 112 per chiedere aiuto, dicendo di essere stato accoltellato da qualcuno, evidentemente essendosi già scordato che quella ferita sanguinante se l’era fatta da solo.

Mancavano pochi minuti alle 11 di ieri mattina quando, scattato l’allarme aggressione, sul posto, fra Montecatini e Pieve a Nievole, sono accorse le pattuglie dei carabinieri. Che per trovare il luogo esatto in cui si trovava colui che aveva chiesto aiuto sono dovuti risalire alla cella telefonica che aveva agganciato il suo cellulare dato che non aveva voluto dire dov’era in quel momento. Fatto sta che ai militari è bastato poco per rendersi conto dello stato di alterazione in cui si trovava il 23enne di origini marocchine, che continuava a ripetere di essere stato accoltellato, rifiutandosi nel contempo di essere curato e di dire da dove veniva.

I carabinieri hanno così risalito per circa 200 metri la scia di sangue lasciata sul marciapiede e sono arrivati all’appartamento della presunta aggressione. Dove non è stato trovato alcunché che facesse pensare a ciò. Anzi. La stessa disposizione delle macchie di sangue – unicamente sul pavimento – hanno confermato, assieme alla testimonianza del coinquilino, che si era trattato di una ferita (oltretutto in orizzontale sull’interno del braccio) autoinferta. Nel frattempo il giovane è stato trasportato all’ospedale in codice giallo per essere medicato. —

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