Il Tirreno

Montecatini

vecchi mestieri 

Nella foto di domani tornano le lavandaie

Roberto Grazzini
Nella foto di domani tornano le lavandaie

Volge al termine la seconda settimana dell’iniziativa del Tirreno che regala le immagini di Montecatini e della Valdinievole

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Montecatini

La seconda settimana dedicata ai Vecchi Mestieri, con le foto d’epoca in regalo con l’acquisto del nostro quotidiano ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, si chiude domani con la terza “dedica” speciale alle Lavandaie (che fra l’altro avevano aperto questo suggestivo album visivo di ricordi con l’istantanea che ha inaugurato la bella iniziativa). D’altronde, ed è bene ricordarlo, già sul finire del XVIII secolo furono le donne che lavorarono per “costruire” Montecatini, ricoprendo compiti assai faticosi e ben poco remunerati come quelli di riempire di terra i fossi per alzare il suolo attorno alle strade nascenti, agli stabilimenti, ai fiumiciattoli.

La cittadina cresce e si sviluppa: nel 1853 arriva la ferrovia (linea Lucca – Pistoia), nel 1905 diviene Comune autonomo e successivamente perde (1928) l’appellativo “Bagni” per diventare Montecatini Terme.

Intanto la ricettività delle strutture alberghiere arriva a 20.000 persone con oltre 100.000 visitatori a stagione). Le donne però sono ancora lì, in prima linea. Appena iniziata l’attività termale, incontriamo le prime bagnaiole che pulivano le vasche per le immersioni, assistevano i bagnanti e procuravano loro teli e asciugamani. Altre donne erano impiegate per lavare e “imbiancare” panni, gusci di materassi e cuscini.

Pensate che nel 1915, pur in pieno conflitto mondiale. si effettuavano al giorno 1.000 bagni con l’impiego di circa 6.000 capi di biancheria.

Fra le curiosità inerenti al gentil sesso di quel tempo, va poi segnalato che fino a poco prima dall’inizio della Grande Guerra si esibiva il pomeriggio, nel parco dello stabilimento Torretta, una orchestra di eleganti musiciste viennesi famose per le esecuzioni di celebri valzer. Fu in tale contesto storico che il lungimirante ed acuto Guido Giuliani, direttore delle Regie Terme di Montecatini appartenenti al demanio, creò appunto nuove figure professionale esclusivamente femminili. In primis le Mescitrici e le Lavandaie. La Valdinievole si mosse sulla stessa lunghezza d’onda, promuovendo diverse attività destinate alle “quote rosa” fra cui la lavorazione della paglia e dei cappelli di feltro, la macinatura dei cereali, gli impieghi a domicilio in campo tessile e calzaturiero. Mentre nascevano le cartiere nel Pesciatino, le prime industrie conserviere (in cui le donne costituivano la manodopera più numerosa) e le sigaraie di Ponte Buggianese.

E sono sempre le donne a credere di più nelle cure termali: persino una luminare del calibro di Maria Sklodowska Curie viene più volte a Montecatini per studiare le acque curative e le loro proprietà e lo ricorda la targa all’interno del parco dello stabilimento Tettuccio. —



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