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Gariboldi lascia Forza Italia e attacca la giunta e gli alleati

Simona Peselli
Claudio Gariboldi durante un intervento pubblico (Foto d’archivio)
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Claudio Gariboldi durante un intervento pubblico (Foto d’archivio)

L’ex leader comunale annuncia sui social la sua scelta: il partito non è in grado di contribuire a un’amministrazione all’altezza del ruolo che le urne volevano

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MONTECATINI. Storie di chi arriva e di chi parte. Esce di scena Claudio Gariboldi ed entra come nuovo coordinatore comunale di Forza Italia Francesco Bentivegna. Basta questa notizia per scatenare un botta e risposta che da via Michelangelo rimbalzano dai social fino al Palazzo Comunale. Un agosto afoso che non annuncia un proseguo tranquillo dell’alleanza fra Lega e Forza Italia che si sente sempre più la cenerentola della maggioranza.

Non lascia spazio all’immaginazione Claudio Gariboldi, che affida ai social le sue dimissioni da tutte le cariche di Forza Italia e dal partito stesso. «Dopo il mio tentativo deluso di ricostruire una compagine consiliare in grado di rappresentare le istanze proposte agli elettori lascio il passo a soggetti più motivati ed efficaci».

Gariboldi non nasconde la sua delusione: «Forza Italia a Montecatini Terme non è un interlocutore in grado di contribuire ad una amministrazione all’altezza del ruolo che le urne le hanno assegnato. Ogni decisione è presa da altri, spesso oltre il Serravalle». L’architetto non risparmia parole contro gli alleati di giunta: «Bisogna anche assistere inermi all’azione dei tre membri della giunta (quattro con Baroncini) che pure non hanno una strategia ed un progetto condivisi. Si può mormorare solo all’interno delle segrete stanze per poi sentirsi dire che Forza Italia non è un alleato affidabile, perché crea problemi».

Non è un segreto che sindaco e Lega poco “leghino” con Forza Italia su parecchie questioni: «L’unica opzione è esprimersi solo in termini elogiativi nei confronti di questa amministrazione, non è ammessa critica e soprattutto non sono accettate domande». Gariboldi ha preferito lasciare il suo ruolo politico e «da semplice cittadino poter porre alcuni quesiti».

«È serio – continua Gariboldi – che la maggioranza apprenda in consiglio comunale che nel documento unico di programmazione si riferisce che le scuole cittadine non sono a norma, senza che ciò fosse noto neppure al sindaco a due mesi dalla possibile riapertura? Chi ha scritto il Dup? Se la minoranza solleva dubbi sul fatto che il progetto di un’opera pubblica possa essere modificato dopo l’aggiudicazione dell’appalto, si può dare una risposta?».

Gariboldi getta un quesito anche sul nuovo Commissariato: «Gira voce che il ministero dell’Interno non abbia ancora pagato l’affitto, perché manca un collaudo».

Per l’ex coordinatore di Forza Italia, dopo 14 mesi di mandato amministrativo a Montecatini manca un driver in grado di governare la corsa di un cavallo che ormai è in rottura prolungata. «Perché Montecatini è allo stremo, il tempo è finito e progetti di città non se ne vedono», conclude laconico Gariboldi. –

Simona Peselli
 

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