Italia
«Dobbiamo dire no al tentativo di svendere immobili delle Terme»
MONTECATINI
«Diciamo no con forza a qualsiasi tentativo di Regione e Comune di identificare immobili termali da svendere, perché fuori dai desideri e da un progetto concordato anche con le forze economiche della città termale che, invece, vogliono altro. Lo stabilimento Excelsior non si tocca: è strategico, infatti, per completare l’offerta di viale Verdi. La città, ora, chiede piani di rilancio e investimenti».
Andrea Bonvicini, titolare dell’omonima boutique di corso Matteotti e alla guida del comitato commercianti e albergatori, chiede soltanto fatti: «Gli alibi sono finiti, occorre un’azione coordinata: il sindaco Luca Baroncini e la sua giunta devono prendersi la responsabilità di procedere verso la direzione richiesta dalle dalle componenti economiche della nostra città», precisa. Anche perché – sottolinea l’imprenditore – il Ferragosto ha donato una lieve boccata di ossigeno alle attività alberghiere aperte. «Con la presenza – aggiunge – di un turismo anche nuovo, diverso, che ha approfittato del momento per individuare come meta la nostra città. A sentire molti amici albergatori, questo afflusso ha destato anche una piacevole sorpresa, fuori dalle aspettative. Ma il pensiero, ora, va comunque a cosa andremmo incontro tutto l’anno, nel caso di una città con un appeal reale, con un valido motivo per essere visitata, un richiamo termale e del benessere di alto livello alto: ecco, tutto questo porterebbe con continuità un turismo individuale di qualità».
«Montecatini – prosegue l’imprenditore – è paragonabile, anche per la sua storia, a Montecarlo. Deve essere però riprogrammata, occorre un progetto del sistema città che non può fare a meno di tanti aspetti, anzi di tutti: marketing, promozione tramite fiere, ma soprattutto attraverso internet perché siamo carenti di una presenza digitale organizzata di alto livello. Servono innanzitutto investimenti e soprattutto capacità manageriali da parte di chi gestisce gli indirizzi cittadini. Partendo da zero, infatti, per l’assenza di tutto ciò, siamo capaci di essere full booking solo in determinati, e pochi, periodi dell’anno. Possiamo fare molto, ma da soli non è possibile».
Da qui, Bonvicini individua due obiettivi principali. «Prima di tutto – precisa l’imprenditore – c’è bisogno di investimenti nel settore termale, attraverso l’individuazione di risorse comunali per un importo compreso tra i 15 e i 20 milioni di euro (e far leva sulla Regione perché intervenga con 30-40 milioni di euro) per agire sui debiti (insieme all’idea di convertirli percentualmente in obbligazioni). Ma ci vuole anche un progetto di rilancio che non può prescindere dalla valorizzazione e dal completamento di viale Verdi e, soprattutto, dalle Terme Excelsior (attivabili immediatamente) e dalle Leopoldine».
«Sono fondamentali – conclude Bonvicini – interventi organizzativi che portino a identificare, nel breve periodo, iniziative accessorie (rispetto all’offerta turistico-termale) capaci di attrarre e intrattenere visitatori e turisti. Dovremo creare anche un programma di eventi alla cui redazione parteciperanno anche gli albergatori e i commercianti, mentre la gestione dovrà essere affidata a un’entità da individuare». –
M. T.
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