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misure cautelari 

Coca a domicilio invece di pizze durante i mesi del lockdown

Coca a domicilio invece di pizze durante i mesi del lockdown

I due, dipendenti di un locale di Monsummano, approfittavano della possibilità di spostarsi per le consegne e portavano la droga a casa ai loro personali clienti

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MONSUMMANO

Durante il periodo del lockdown approfittavano della possibilità che avevano di muoversi liberamente per consegnare a domicilio qualcosa di più che delle semplice pizze: dipendenti di una pizzeria di Monsummano, i due, all’insaputa del datore di lavoro, forti dell’autocertificazione che avevano in tasca, spesso allungavano il giro delle consegne per portare la droga a casa dei loro personali clienti.

Al termine delle indagini condotte dai carabinieri della Stazione di Monsummano, per i due “speedy-droga”, entrambi residenti a Monsummano, è scattata la misura cautelare disposta dal gip del Tribunale di Pistoia: agli arresti domiciliari è finito Vincenzo Mega, autista di 40 anni, che è indiziato di almeno una quarantina di cessioni di stupefacenti, soprattutto cocaina; obbligo di dimora nel territorio del comune di Monsummano per un 23enne pizzaiolo originario di Modena, che, invece, oltre che della collaborazione con il Mega, è accusato della cessione di hashish e marijuana in un numero più limitato di occasioni.

Attraverso le testimonianze dei clienti, le intercettazioni telefoniche e la lettura dei messaggi scambiati nel corso dei mesi di lockdown con gli acquirenti, i carabinieri hanno potuto chiarire come i due per spacciare approfittassero della propria libertà di spostamento dovuta al loro lavoro di consegna delle pizze a domicilio. Anche il linguaggio utilizzato per concordare i vari quantitativi e il tipo di droga faceva riferimento all’attività della pizzeria: “una pizza da 30”, “passo per una pizzettina al volo”, “ciao, per domani vorrei una pizza”, e così via. —



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