Banca condannata a risarcire 318.000 euro rubati dal promotore
montecatini
Si fidava del suo promotore finanziario. E per questo, nel tempo, gli aveva affidato complessivamente 318. 000 euro affinché li investisse al meglio. Soldi, però, che non erano serviti per acquistare titoli o fondi di investimento, ma che erano finiti direttamente nelle tasche del promotore. Adesso, a sei anni di distanza dai fatti, il Tribunale civile di Pistoia ha accolto la domanda dell’investitore derubato dei propri risparmi, condannando la banca da cui dipendeva il promotore a risarcire in solido con quest’ultimo l’intera cifra, oltre agli interessi nel frattempo maturati.
La vicenda in questione risale al 2014. Sia la vittima, che la banca che il promotore finanziario sono della Valdinievole. Rappresentato dall’avvocato Giovanni Giovannelli, la vittima ha in giudizio l’istituto di credito al quale apparteneva il promotore finanziario.
Il Tribunale di Pistoia, respingendo tutte le tesi difensive del promotore finanziario e, in particolare, dell’istituto di credito, che ha sostenuto di aver operato nell’assoluta trasparenza, in particolare rendicontando e consegnando all’investitore tutti gli addebiti delle relative provviste e accrediti dei relativi investimenti. In sostanza l’istituto di credito ha sostenuto che stava all’investitore, in base alla documentazione necessaria ricevuta, effettuare i dovuti riscontri.
Il Tribunale di Pistoia ha invece affermato che è “irrilevante la circostanza che la banca abbia sempre assolto agli obblighi di informazioni, in quanto la condotta illecita del promotore è stata agevolata dalla posizione che il promotore rivestiva in seno all’istituto di credito”.
Sempre secondo il Tribunale di Pistoia la responsabilità della banca deriva (in base all’articolo 31 comma 2 del decreto legislativo 58 del 1998), dalla circostanza che il soggetto abilitato a conferire l’incarico – la banca – è responsabile in solido per i danni arrecati a terzi dal consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede.
Il Tribunale ha perciò condannato in solido, sia il promotore finanziario, che l’istituto di credito, alla restituzione delle somme investite, oltre agli interessi nel frattempo maturati e alle spese di giudizio.
La decisione del tribunale, come affermato dall’avvocato Giovanni Giovannelli, che ha assistito l’investitore, «è di particolare interesse perché costituisce motivo di attenzione per tutti coloro che si rivolgono a promotori finanziari che poi in modo illecito e infedele si appropriano di somme ricevute».
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