Il presidio
«Il centro socio-riabilitativo deve essere potenziato»
L’appello di Daniela Dami, responsabile provinciale di Forza Italia per il sociale: «La pandemia ha aggravato la situazione dei disabili»
MONTECATINI
«L’amministrazione comunale non fa niente per il sociale: si attivi velocemente sul problema dell’handicap nel nostro territorio e smetta di essere così presuntuosa sull’argomento».
È un duro intervento, quello di Daniela Dami dopo che, nell’era post-Covid, il centro socio-riabilitativo di via Boccaccio (un ex asilo di proprietà pubblica) è stato depotenziato. E a parlare è una persona dalla vasta esperienza “sul campo”, avendo lavorato per vent’anni a Firenze nel sociale (anche in collaborazione con il tribunale dei minori), poi come funzionario delle politiche sociali in Comune a Montecatini e che ora – oltre a essere responsabile provinciale di Forza Italia per il settore sociale – fa parte del comitato genitori dello stesso centro.
«La pandemia – dice – ha notevolmente aggravato la già difficile situazione vissuta da molti disabili. Solo da poco tempo, dopo vari mesi, il Centro socio riabilitativo è stato riaperto, ma ogni ragazzo (e parliamo anche di persone in età adulta), per problemi di sicurezza e in riferimento allo spazio disponibile, può frequentarlo solo per due volte la settimana. Il resto del tempo viene, a parte un minimo supporto domiciliare, gestito dalla famiglia».
«I ragazzi, così – prosegue Dami – perdono riferimenti di gruppo amicali, possibilità di fare gite collettive e altre occasioni d’incontro. Il lungo periodo di assenza indebolisce, senza dubbio, quanto già acquisito in precedenza e il rientro è vissuto come uno spazio modificato e ridotto nelle relazioni e nella socializzazione».
La responsabile provinciale delle politiche sociali di Forza Italia dice di essersi già rivolta al suo partito, alla Asl, al presidente della Società della salute Riccardo Franchi (che «fa quel che può»), ma è il Comune che per Daniela Dami potrebbe e dovrebbe fare di più: «L’istituzione offra opportunità di nuovi spazi e ambiti ricreativi per questa area debole spesso dimenticata e così colpita dalla diffusione del Covid. Molte situazioni sono davvero problematiche e non può essere lasciato tutto a carico delle famiglie. Servono maggiori spazi di riferimento e socializzazione, a cominciare per esempio del libero utilizzo del parco termale del Tettuccio. Finora l’amministrazione si è dimostrata non competente in un settore così importante (e come esempio porto anche la lunghezza dei tempi necessari per rattoppare il tetto da cui filtrava l’acqua piovana all’interno del centro socio-riabilitativo), ma se nel territorio non uniamo le forze e non programmiamo una progettualità generale sul tema, non riusciremo mai a far uscire questi ragazzi dall’invisibilità». –
David Meccoli
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