Il Tirreno

Montecatini

I danni del maltempo 

Strade diventate torrenti abitazioni e negozi allagati auto bloccate nel sottopasso

Maria Salerno
Strade diventate torrenti abitazioni e negozi allagati auto bloccate nel sottopasso

Il comune di Pescia è il più colpito in Valdinievole dal nubifragio Numerosi gli interventi di vigili del fuoco e tecnici del Consorzio di bonifica

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PESCIA

Una bomba d’acqua si è abbattuta, nella mattinata di ieri, su Pescia. In poco tempo le strade si sono ridotte a torrenti, sottopassi e negozi completamente allagati, fognature saltate, numerose le frane e gli smottamenti. In due ore sarebbero caduti otto centimetri di acqua secondo le rilevazioni del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, intervenuto a contenere la situazione.

Il sindaco Oreste Giurlani ha ordinato la chiusura di alcune strade e ha raccomandato ai cittadini di non muoversi da casa se non per gravi necessità. Diverse le strade chiuse: dalla rotonda di fronte al Mefit, al viale Marconi, la via di Mazzalucchio, dove si è verificata una frana e la via Pasquinelli, a Collodi, dove l’acqua sembra avere addirittura ingoiato l’argine e alcuni alberi. I quartieri più funestati come di consueto sono stati quelli di Alberghi Uuan ventina le famiglie danneggiate), del Castellare e anche il Ponte all’Abate. A Veneri , soprattutto in via della Chiesa, una trentina le famiglie che si sono viste le case allagate.

Diversi gli interventi effettuati dai vigili del fuoco, come ad esempio quello per aiutare alcune persone rimaste bloccate in due auto finite in panne nel sottopasso ferroviario di via Marconi, trasformata in un fiume in piena. Il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno ha attivato le idrovore a Pescia morta ed è intervenuto nella zona di Veneri, dove è cascato un muro su uno dei fossi di sua pertinenza. Danni seri sono stati subiti dai commercianti nella zona sud di Pescia, è il caso del bar Marika in via Zei, che è stato letteralmente inondato.

Il primo cittadino si è recato di persona nel quartiere di Alberghi e ha chiesto scusa per i disagi, oltre che ai residenti anche ai commercianti, dopo i due mesi di chiusura per il lockdown, l’allagamento ha acuito ancora di più le difficoltà per la ripresa. E inevitabilmente quando si verificano disagi di questa portata, i cittadini non possono fare a meno di interrogarsi sulle responsabilità e sull’effettiva manutenzione svolta sul territorio, soprattutto quelli che sono avvezzi a tirar fuori gli stivali e a fare la conta dei danni.

«Sarà meglio intervenire. I discorsi li porta via il vento. – scrive in aperta polemica sul suo profilo Facebook il consigliere di maggioranza Modesto Rosi» .

A distanza, il primo cittadino, con un video replica che il Comune è grande (100 chilometri quadrati), ma che continuerà il lavoro di pulizia, già programmato e interrotto a causa del Covid, delle cunette delle strade e delle fossette laterali di scolo dai detriti che impediscono il normale deflusso delle acque piovane e che sono all’origine di problemi di ristagno e, nei casi peggiori, di allagamento di varie parti del territorio, anche se in questi casi «siamo di fronte all’eccezionalità di un evento», ha detto più volte.

«Esiste un gruppo di lavoro per la difesa del suolo – ha ricordato, infine, il primo cittadino – costituito, oltre che dal Comune e da alcune associazioni cittadine come “quelli con lo zappetto”, anche dal genio civile, dalla Regione e dal Consorzio di Bonifica nato con la finalità di migliorare l’aspetto idraulico del reticolo minore, nonostante le difficoltà di intervento in alcune strade per via della presenza di costruzioni adiacenti».

Il sindaco ha chiesto alla Regione lo stato di calamità naturale e già da oggi sarà stilato un report che documenti l’effettiva entità dei danni. –

Maria Salerno

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