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IL CASO 

“Montecatini in azione” critica «No acqua termale alle Panteraie»

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«Un approccio alla vicenda superficiale in una città già messa in ginocchio dagli errori fatti nel 2008».

È così che “Montecatini in Azione” (gruppo collegato al movimento politico di Carlo Calenda) commenta il dibattito che si sta sviluppando in città attorno alla possibilità di dotare la piscina delle Panteraie di acqua termale.

«Il consiglio comunale – si legge in una nota – ha votato un atto di indirizzo per dare una sub concessione mineraria a una società privata che, da seconda arrivata a un bando che prevedeva tutt’altro, si trova ora supportata ad avere in via pressoché esclusiva l’uso dell’acqua Leopoldina. Se la società, che ha soci pubblici e può procedere solo con evidenze pubbliche, dovesse legare a quel contratto una concessione mineraria, ci troveremmo di fronte a una palese violazione della libera concorrenza».

Ma per Azione i problemi non si fermano qui, in quanto il consiglio avrebbe «azzerato ogni possibilità di contrattazione economica per l’eventuale corrispettivo, dato che ha votato alla cieca di dare l’acqua senza se e senza ma, alla faccia di chi negli anni, da montecatinese, ha investito in spa alberghiere, pagando le tasse in città e sentendosi dire che l’acqua termale non si tocca».

«È incredibile – prosegue la nota – come una città messa in ginocchio da scelte irriflessive quali la privatizzazione ascolana e i successivi 30 milioni di debiti del piano industriale del 2008 possa pensare ancora di permettersi un così superficiale approccio al suo tesoro. Nessuno lo dice apertamente, ma qui stiamo parlando di un progetto di intrattenimento che non è stato pianificato sull’acqua termale. Ricordiamo che la legge regionale prevede una pianificazione industriale sull’acqua da presentare per avere la concessione. Il piano dei lavori dovrebbe venire quindi a valle e non a monte di quello dell’uso della risorsa mineraria».

Per Azione, quindi, «la società che ha deciso di investire senza l’acqua termale proceda pure e nel frattempo ripensiamo rapidamente la città. Qualcuno ci spiega se può essere presa seriamente la strategia di richiudere i rubinetti termali alle Panteraie alla bisogna? Chi ripaga gli investimenti delle infrastrutture necessarie se poi, magari, tra sei mesi abbiamo acquirenti per Leopoldine e altro? ».

«Noi riteniamo – conclude Azione – che tutti i partiti stiano sottovalutando quanto sta accadendo a livello mondiale dopo il Covid. Abbiamo grandi opportunità davanti sulla sanità termale, ma nessuno sembra vederle». –

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