Il Tirreno

Montecatini

Luca Baroncini sfratta le associazioni dei reduci

Luca Baroncini sfratta le associazioni dei reduci

I sindaci di centrosinistra della Valdinievole stigmatizzano la decisione di chiedere entro il 10 giugno la consegna dalla stanza dentro il Comune 

2 MINUTI DI LETTURA





Montecatini

Forte presa dei posizione dei sindaci di centrosinistra della Valdinievole contro la decisione presa dall’amministrazione comunale di Montecatini di sfrattare alcune significative e storiche associazioni dalla stanza e sede situata all’interno del palazzo di viale Verdi, con l’ingresso sul cortile di via Magenta. Il gruppo dei sindaci in questione ha espresso il proprio disappunto in una nota indirizzata al pari-ruolo Luca Baroncini.

“In questi ultimi mesi – inizia la missiva – i sindaci sono stati concentrati fra le mille esigenze legate al coronavirus, come ordinanze, restrizioni, comunicati. E spesso hanno dovuto prendere decisioni difficili che hanno coinvolto la libertà dei cittadini. In tutto questo trambusto i primi cittadini dei comuni di Larciano, Lamporecchio, Monsummano, Pieve a Nievole, Massa e Cozzile, Buggiano, Ponte Buggianese e Uzzano hanno però appreso che il sindaco di Montecatini,senza confrontarsi con i colleghi amministratori, non ha rinnovato il contratto d’affitto a quattro sezioni valdinievoline delle associazioni combattentistiche, e cioè l Anmig (Associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra), Ancr (Associazione nazionale combattenti e reduci), Anei (associazione nazionale ex internati) e Anfcdg (Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra), che da anni hanno la loro sede in una stanza del palazzo comunale di Montecatini”.

“Di fatto – continua il comunicato – con lettera inviata pochi giorni fa al presidente delle sopracitate associazioni Marco Bartolomei, il Comune di Montecatini chiede che i locali siano lasciati liberi dal prossimo 10 giugno». I sindaci di Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme, Pieve a Nievole, Massa e Cozzile, Buggiano, Ponte Buggianese e Uzzano dicono di essere rimasti letteralmente allibiti ed amareggiati “dall’arbitrarietà della decisione. Le associazioni combattentistiche rappresentano in modo apartitico e apolitico la storia dell’Italia, i sacrifici di coloro che persero la vita o rimasero gravemente menomati durante la guerra e delle loro famiglie che di quelli inconsolabili lutti ne risentirono poi per tutta l’ esistenza. È inaudito quanto avvenuto”.

Quindi la chiusura, ma con la fondata speranza di trovare una adeguata location alle quattro associazioni. “Adesso oltre ad incassare il colpo e a inviare questa nota di disappunto al sindaco di Montecatini terme, i primi cittadini di questo coeso gruppo si impegnano a cercare un nuovo locale da destinare a queste Associazioni, di certo in un altro comune, constatando tristemente che questo episodio resta di una gravità assoluta in quanto colpisce duramente quei valori di libertà tanto sbandierati ma che troppo spesso servono solamente a riempire la bocca di certi politici». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera