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Stringe una cinghia al collo di un tassista

Stringe una cinghia al collo di un tassista

In carcere per rapina 25enne arrestato pochi giorni dopo per aver minacciato con un coltello i poliziotti del commissariato

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PESCIA

Aveva stretto al collo di un tassista una cinghia di tela per farsi portare in un luogo di spaccio e per farsi dare soldi per comprare droga. Poi aveva minacciato l’autista di non raccontare niente alle forze dell’ordine. Ma alla fine è stato identificato, dopo essere finito in manette qualche giorno dopo per aver minacciato con un coltello i poliziotti in occasione di un controllo. E anche per il reato di rapina e lesioni per lui, che non aveva nel frattempo mai lasciato a cella, è scattata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A finire nella rete degli investigatori del commissariato di Pescia, un 25enne di origini moldave ma residente a Pieve a Nievole fin da bambino, Marcel Dodon.

L’aggressione risale al 7 maggio. Il tassista era stato ricoverato all’ospedale di Pescia (21 i giorni di prognosi) ed è lì che i poliziotti del commissariato lo avevano ascoltato per ricostruire l’episodio. L’uomo ha raccontato loro che quel giovane gli aveva chiesto di portarlo a Fucecchio, in un bosco solitamente frequentato da spacciatori e tossicodipendenti. Intuendo la situazione di pericolo, il tassista aveva fermato l’auto, rifiutandosi di proseguire, ma il giovane, con una cinghia simile a un grosso collare per cani, gli aveva cinto il collo con forza: e in quel modo lo aveva convinto a farsi portare a destinazione. Una volta sul posto, il giovane si era addirittura fatto consegnare da lui 40 euro per l’acquisto dello stupefacente, e il borsello con altro denaro e i documenti. Per poi, durante il tragitto di ritorno, minacciare il tassista di pesanti ritorsioni qualora avesse chiamato le forze dell’ordine.

Sentita la vittima, i poliziotti – diretti dal vicequestore Floriana Gesmundo – hanno avviato le indagini. È stato la sera dell’11 maggio che hanno avuto la conferma che il giovane su cui avevano concentrato i loro sospetti era davvero il rapinatore del tassista. Quando sono stati allertati in quanto al servizio taxi – da un numero anonimo, come la sera della rapina – era giunta una telefonata da parte di un cliente, per una corsa con partenza dallo stesso luogo dove era stato prelevato l’aggressore il 7 maggio: a Pieve a Nievole, in via Empolese.

I poliziotti hanno così individuato il 25enne che, in forte stato di agitazione, ha rifiutato di consegnare loro i documenti, per poi impugnare un coltello e andare loro incontro minacciandoli. A quel punto, per bloccarlo, uno di loro ha dovuto utilizzare lo spray al peperoncino. Marcel Dodon è stato così arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per possesso di armi e oggetti atti a offendere. E mentre si trovava in cella, gli investigatori, hanno completato la loro indagine sulla rapina al tassista. Sulla scorta delle prove raccolte, il pm Luigi Boccia ha potuto così richiesto la misura cautelare della custodia in carcere, applicata dal gip Alessandro Buzzegoli nel corso della convalida dell’arresto per il reato di resistenza. —

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di Redazione web