Favorirono la latitanza del boss Bonaccorsi ordine di custodia per due fratelli catanesi
Concetto Arcidiacono è stato prelevato dalla polizia nella sua casa di Montecatini, il fratello Giuseppe è detenuto in Argentina
MONTECATINI
Favorirono il boss catanese Concetto Bonaccorsi, arrestato il 14 aprile del 2017 in una villa a Massa e Cozzile. Adesso chi aiutò “u carateddu”, capo dell'omonima famiglia del clan Cappello Bonaccorsi, ha un volto e un nome. Si tratta di due fratelli originari di Catania, ed entrambi residenti a Montecatini. Uno, Concetto Arcidiacono, 57 anni, è stato arrestato all'alba di ieri dagli agenti della sezione criminalità organizzata della squadra mobile della questura di Firenze, col supporto dei colleghi pistoiesi. L'uomo è finito in manette in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere disposta dal gip di Firenze su richiesta del pm della Dda fiorentina Leopoldo De Gregorio.
La stessa accusa è rivolta al fratello Giuseppe, 62 anni. L'arresto nei suoi confronti non è stato eseguito, perché si trova detenuto in Argentina nell'ambito di un'inchiesta su un presunto traffico di giovani ragazze, che venivano fatte arrivare dal paese Sudamericano e poi avviate alla prostituzione nei night a luci rosse della Toscana e del Nord Italia. Secondo le autorità argentine Giuseppe Arcidiacono avrebbe percepito una percentuale per ogni vittima della tratta, avendo il compito di controllare che le giovani donne si prostituissero con regolarità e di evitare ogni loro tentativo di comunicazione con l'esterno.
L'accusa contestata ai fratelli Arcidiacono dalla Dda di Firenze invece è quella di concorso in procurata inosservanza di pena, aggravata dalla finalità di favorire un'associazione di stampo mafioso. Eseguite ieri anche perquisizioni a carico di altri indagati nell'inchiesta, residenti nelle province di Pistoia e Catania.
Secondo quanto spiegato dalla polizia, le indagini, condotte dalla sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Firenze col supporto della mobile di Pistoia e svolte attraverso mirate attività tecniche di intercettazioni telefoniche e di conversazioni tra presenti, hanno permesso «di acquisire significativi elementi a supporto ed a riscontro del quadro probatorio a carico dei due fratelli e di altri complici, consentendo di ricostruire la rete di personaggi che hanno consentito all'ex latitante catanese di trasferirsi, al tempo, in Toscana, fornendogli supporto sia logistico che di natura economica.
Concetto Bonaccorsi, considerato con il fratello Ignazio a capo dei “Carateddi” – ritenuta una frangia “armata” del clan Cappello legata ai “Cursoti” – fu catturato il 14 aprile 2017 in una villa nella frazione di Traversagna, comune di Massa e Cozzile. Si era reso irreperibile a conclusione di un permesso premio all'opera “Don Guastella” di tre giorni, dal 23 al 26 settembre 2016, quando non era rientrato nel carcere Secondogliano di Napoli. I poliziotti lo condussero tre anni fa nel carcere di Prato, dove ha ripreso a scontare una condanna all'ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di droga. Tra i tanti casi in cui è stato implicato anche quello dell'uccisione di Marco De Zorzi, avvenuta il 21 aprile del 1993 a Cassalnovo (Pavia). In quell'occasione rimase bloccato nell'ascensore e catturato in flagranza di reato. Processato è stato condannato a 23 anni e nove mesi di reclusione. A Milano, il 6 febbraio del 2001, è stato condannato a 30 anni per l'omicidio di Angelo Maccarrone, commesso il 18 dicembre 1990. —
Matteo Leoni
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