Il presidio
Contestata la premeditazione all’assassino
Sarà interrogato dal gip in videoconferenza questa mattina Narciso Zari, che domenica ha ucciso il fratello a coltellate
chiesina uzzanese
Sarà con sulle spalle l’accusa di omicidio volontario premeditato che, questa mattina, in teleconferenza con il tribunale, sarà interrogato Narciso Zari, il 68enne pregiudicato di Chiesina Uzzanese che domenica sera ha accoltellato a morte il fratello Giuliano, di 12 anni più giovane. L’aggravante della premeditazione era in pratica il solo decisivo dubbio che restava nella ricostruzione del delitto fatta dagli inquirenti, che adesso però considerano una certezza il fatto che l’assassino avesse già con sé, quando ha fatto irruzione nell’abitazione in cui il fratello viveva, assieme alla madre, il coltello da caccia con cui ha sferrato i primi colpi.
Fatto sta che negli atti giudiziari tale aggravante è stata messa nero su bianco e ciò comporterebbe l’esclusione, nel processo, di un eventuale rito abbreviato, che avrebbe potuto comportare lo sconto di un terzo sulla pena.
Questa mattina alle 10, sarà il giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci ad interrogare l’indagato, dall’aula del tribunale, dove sarà presente anche l’avvocato difensore Federico Baiocchini. Narciso Zari sarà invece nella stanza del carcere di Pistoia appositamente attrezzata per tale tipo di collegamento audio-video. La gip sarà chiamata a convalidare l’arresto operato dai carabinieri domenica sera su disposizione del pm Giuseppe Grieco e ad applicare la misura cautelare del carcere richiesta da quest’ultimo: eventualità, entrambe, che sono praticamente delle certezze.
Ieri mattina l’avvocato Baiocchini ha avuto un colloquio in carcere con il suo assistito, che sembra abbia mostrato una maggiore lucidità rispetto alle farneticazioni in cui si era lasciato andare domenica sera nella caserma dei carabinieri di Montecatini, durante il primo interrogatorio. Tuttavia soltanto questa mattina potrà essere valutato se sarà in grado di rispondere alle domande del giudice e di rilasciare delle dichiarazioni che potrebbero pesare a suo favore in un futuro processo.
L’omicidio è avvenuto poco dopo le 19 di domenica, in via di Pietreto. Tosca, 90 anni, e il figlio Giuliano, 56, portiere d’albergo a Firenze, sono in cucina. Narciso, che abita poco lontano arriva in sella alla sua bicicletta. Passando dalla portafinestra che dà sulla corte sul retro, piomba in cucina. E immediatamente, con il coltello da caccia, un vero e proprio pugnale, aggredisce il fratello, con un colpo che gli taglia fino all’osso il braccio sinistro, all’altezza della spalla. L’anziana madre cerca di fermarlo e con il bastone che usa per camminare lo colpisce alla mano e gli fa cadere il pugnale a terra. Ma Narciso no desiste, apre un cassetto, afferra un coltello da cucina, a lama lunga, e colpisce con un affondo il fratello, che cercava di scappare fuori: un colpo in profondità, sotto la scapola destra. Poi la lama si spezza, e mentre il fratello si accascia nella corte, lui scappa in sella alla bicicletta. È lo stesso Giuliano a telefonare con il cellulare ai carabinieri, mentre la madre Tosca, affacciata alla siepe del giardino, urla e chiede aiuto al vicino di casa. Sul posto accorre la Croce Oro di Ponte Buggianese. Giuliano è già incosciente a causa del troppo sangue perso. I soccorritori cercano di rianimarlo, invano: alle 20 il medico del 118 dichiara il decesso. —
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