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Uccide il fratello a coltellate sotto gli occhi dell'anziana mamma
Dramma a Chiesina Uzzanese: i carabinieri hanno arrestato l'omicida. A dare l'allarme è stato un vicino
CHIESINA UZZANESE. Dramma a Chiesina Uzzanese nel tardo pomeriggio di oggi. Secondo le primi e sommarie informazioni, un cinquantaseienne del posto, Giuliano Zari, è morto per mano del fratello maggiore, Narciso Zari, 68 anni. Che poi è stato arrestato dai carabinieri. La tragedia è avvenuta al culmine di una lite per motivi familiari. Dalle prime informazioni sembra che la lite tra fratelli sia scoppiata perché Giuliano picchiava la mamma e Narciso l'avrebbe ammazzato con un coltello. Almeno questa sarebbe la sua versione.
A dare l'allarma è stato un vicino di casa che stava curando la sua siepe e che ha sentito gridare Giuliano, che lo chiamava a gran voce. L'uomo è accorso e lo ha trovato in terra davanti casa. Era cosciente anche se perdeva molto sangue. Il decesso è avvenuto dopo e i soccorritori non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Nella casa di via di Pietreto c'era anche la mamma, che viveva con Giuliano.
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Come detto, la dinamica è ancora tutta da chiarire e i carabinieri stanno interrogando il fratello omicida. Tra l'altro Narciso è un personaggio già conosciuto agli inquirenti. Nel luglio 1994, allora 42enne, venne arrestato con l'accusa di aver lanciato una bomba molotov sull'autostrada Firenze-Mare. La notte del 29 gettò l'ordigno da un cavalcavia nelle vicinanze di Chjiesina Uzzanese che fortunatamente non colpì alcun veicolo. Erano i tempi in cui si moltiplicavano i lanci di sassi, e anche di grosse pietre, sulle autostrade italiane. Gli inquirenti erano a caccia di piccole bande di giovani delinquenti, ma quell'attentato incendiario alzò d'improvviso il livello di guardia.
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Zari venne identificato celermente perché i poliziotti trovarono ai piedi di una siepe, nella zona in cui fu lanciata la bottiglia, un sachetto di plastica con il nome di un supermercato della zona. Attraverso le testimonianze degli impiegati la Polizia risalì al nome dell'uomo che aveva acquistato dell'alcol. Quindi, in una successiva perquisizione a casa di Zari venne trovata una bottiglia di plastica contenente alcol uguale a quella lanciata sulla Firenze-Mare, i cui resti erano stati recuperati dagli agenti. Altri elementi raccolti e l'assenza di un alibi credibile consentirono al sostituto procuratore della Repubblica di Pistoia di emettere un ordine di custodia in carcere con le accuse di attentato alla sicurezza dei trasporti, disastro doloso e detenzione di materie esplodenti.
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