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annunciato il ricorso 

Giurlani contrattacca: «Fatti superati»

Giurlani contrattacca: «Fatti superati»

Il sindaco commenta la condanna a rimborsare 724.000 euro all’Uncem: «Era meglio aspettare il giudizio penale»

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pescia

Oreste Giurlani non si dà per vinto e promette battaglia. Dopo la sentenza con la quale la Corte dei conti lo condanna a pagare 724.000 euro per un danno erariale riferito alla sua gestione dell’Unione dei Comuni montani della Toscana, di cui è stato presidente, il sindaco di Pesca annuncia ricorso sostenendo che la sentenza è basata su «elementi ormai superati» da quanto è emerso nel corso del processo a Firenze che lo vede imputato con l’accusa di peculato per gli stessi fatti.

«Continuo a essere sereno e continuo ad avere fiducia nella giustizia – ha scritto ieri Giurlani – perché anche questa sentenza si basa su presupposti che abbiamo già contestato con la produzione di documenti decisamente chiari, dei quali evidentemente non si è tenuto conto. Ho letto infatti che si continua a parlare di cappotti, telefoni e materiale sportivo, che sono stati fino dall’inizio i simboli mediatici delle accuse mosse nei miei confronti. Bene, ormai tutti hanno visto le fotografie che dimostrano che i cappotti sono stati consegnati al governatore del Delaware, i telefoni sono diligentemente accatastati alla sede Uncem e il cosiddetto materiale sportivo non era per me ma per il progetto Toscana Neve organizzato con i comuni del sistema sciistico toscano in collaborazione anche con la stessa regione Toscana. Che dire poi dei rimborsi? Dalla stessa relazione della Guardia di Finanza, come confermato dalle prime udienze penali, analizzando il riepilogo dei rimborsi chilometrici versatemi da Uncem in cinque anni di attività, per un totale di 241.621 euro, risultano non documentati soltanto 8.718 euro e anche su questo sto cercando i documenti per dimostrarne la correttezza, al pari di tutti gli altri».

Per Giurlani la sentenza della Corte dei conti è inspiegabile e avrebbe preferito che i giudici contabili avessero aspettato l’esito del procedimento penale, cosa che non hanno fatto.

«Sarebbe facile per me produrre le migliaia di complimenti e ringraziamenti per quanto sto facendo da sindaco – scrive ancora – specialmente in questa emergenza sanitaria, ma preferisco garantire ai cittadini che il mio impegno sarà sempre lo stesso, semmai crescerà ancora, se mi sarà possibile. Questa sentenza non cambia nulla per me e nemmeno per i cittadini di Pescia perché non aggiunge nulla alle accuse ormai note e che io ho sempre trasparentemente rese note agli elettori in fase di campagna elettorale. I cittadini con il loro voto hanno già espresso la loro valutazione, oltretutto ben sapendo che, comunque sia, si tratta di presunti fatti che non riguardano per nessun aspetto la città di Pescia. Qualche mio collaboratore ha commentato dicendo che il mio attivismo stia dando noia a qualcuno. Non lo voglio credere e, in ogni caso, io continuerò a fare quello che i cittadini si aspettano». –

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