Il presidio
Addio ad Adolfo Giusti, concierge dell’hotel Belvdere
Per oltre 40 anni ha diretto il ponte di comando dell’albergo della compianta Edda Galligani con modi semplici e indubbia preparazione professionale
Montecatini
L’inconfondibile e precoce pelata, i baffetti a sparviero ben curati, l’immacolato tight con le chiavi d’oro luccicanti in vista e quella penna, agitata perennemente a fendere l’aria, quasi fosse una spada. Ci sembra ancora di vederlo dietro quel bancone ordinato in viale Fedeli, al “ponte di comando” dell’Hotel Belvedere, postazione che lasciava sguarnita solo ed esclusivamente per ricevere i clienti all’arrivo e per salutarli al momento della partenza, curandoli con discrezione, dedizione e disponibilità durante il loro soggiorno.
Lo ha fatto impeccabilmente ed immancabilmente per oltre 40 anni, senza mai uscire dalle righe perché Adolfo Giusti era uno della “vecchia” scuola. Valdinievolino di Vangile, univa i modi semplici e genuini all’indubbia preparazione professionale e questo piaceva a chi stava dall’altra parte del banco. Faceva parte della fidelizzata brigata costruita con saggezza e maestria dalla compianta Edda Galligani, lungimirante albergatrice di una volta, a partire dall’insuperabile chef Gianfranco, dai faticatori in papillon come Luigi detto Maradona, Olinto (per tutti Nené), Sergino e il duo Pellicci (babbo e figlio). Affiatati compagni di lavoro e di merende, sempre pronti a far quadrato, a rimboccarsi le maniche ma anche a bisbocce memorabili, agli ordini di “Giustino”. Finita la giornata, della quale si perdeva il conto delle ore lavorativa, il buon Adolfo si ritemprava nel suo piccolo podere, fra una pianta di pomodori e una di rosmarino.
Da qualche mese accusava qualche disturbo tanto da costringerlo al recente ricovero in ospedale. Le sue condizioni si sono poi aggravate ed il cuore malandato non ha retto, smettendo di battere, a 76 anni, martedì scorso. Lo piangono la sorella Mara, i nipoti Fabio e Federico, la cara Lica e tutti coloro che lo hanno conosciuto negli anni, apprezzandone le maniere, i principi ed il carattere gioviale. Riposa in pace, concierge di ere migliori. –
Roberto grazzini
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