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Una “cittadella” per i bambini in palestre e parchi che già esistono

Giovanna La Porta
Una “cittadella” per i bambini in palestre e parchi che già esistono

Progetto dell’assessore Sinimberghi pensato per i genitori che torneranno al lavoro senza sapere cosa fare dei figli

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Una proposta per il sostegno all’infanzia e alle famiglie che vada a colmare una lacuna presente, purtroppo, nel decreto relativo alla fase 2 del contemimento del Covid-19. La lacuna riguarda i più piccoli, che rischiano di restare a casa per mesi, abbandonati a se stessi e alle consolle dei giochi elettronici. A presentare il progetto sperimentale è l’assessora all’istruzione e alla cultura, e vicesindaco, Elena Sininberghi. Insieme ai funzionari comunali ha lavorato per concepire un nuovo modello di centro estivo che risponda alle misure di protezione previste dalla normativa per il contenimento del virus. Sininberghi ha inviato una lettera al governatore Enrico Rossi, all’assessora regionale all’istruzione Cristina Grieco e all’assessora comunale di Firenze e referente Anci Sara Funaro, chiedendo di promuovere e sostenere economicamente il piano.

«Sappiamo – spiega l’amministratrice – che le misure vanno modulate sulla base delle attività proposte e della fascia di popolazione coinvolta, favorendo un progressivo ritorno alla normalità, abbattendo la “funzione di rischio”. La Regione Toscana, valutando la necessità di non puntare unicamente sul distanziamento sociale, si è distinta mettendo a disposizione, per le fasce dei lavoratori più a rischio, test sierologici gratuiti».

L’ipotesi verte su 3 punti: «Sfruttare strutture interne al Comune (piscina, palestre, musei e parchi) per controllare la sanificazione e abbattere i rischi legati agli spostamenti. Imporre un protocollo sanitario, da concordare con gli organi competenti, sottoponendo il nucleo familiare del minore coinvolto nelle attività a test sierologici o tamponi diagnostici. Si potrebbe richiedere ai genitori dei bambini, attraverso una app, un’autocertificazione giornaliera nella quale dichiarano di non avere febbre o sintomi legati al Covid-19. Infine, lavorare solo con ditte autorizzate e con cooperative o associazioni che si impegnino a rispettare tutte le misure previste dalle normative».

Il servizio è destinato a una fascia dai 3 ai 14 anni. «Non possiamo – puntualizza l’assessora – ignorare le esigenze psico-fisiche dei bambini e delle bambine, in una regione che si è dimostrata sensibile e sempre virtuosa nei confronti dell’infanzia. L’art. 591 del Codice penale punisce espressamente l’abbandono di minori, intendendo anche la situazione in cui i genitori lascino soli in casa i figli di età fino a 14 anni. I genitori si troveranno a dover affrontare un problema concreto: tornare a lavorare dopo un lungo periodo di astensione, senza poter fare affidamento sui nonni, maggiormente a rischio; non potranno fare affidamento continuativo (per ogni giorno lavorativo, per diversi mesi) su una baby-sitter, il cui stato di salute e i cui contatti personali quotidiani risulterebbero difficilmente controllabili. Dovranno scegliere, soprattutto le mamme, tra lavoro e famiglia».

Per l’Infanzia verrà utilizzato un plesso sanificato e con personale autorizzato; per i più grandi, la piscina e la palestra comunale, collocate in prossimità dell’edificio scolastico per permettere ai bambini di spostarsi a piedi, trasformando l’area comunale sportiva (con Palazzetto dello sport, palestra, piscina e stadio) nella “Cittadella del bambino e della bambina”. –

Giovanna La Porta

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