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Bartolomeo lascia la Lega «Ormai è una dittatura»

Bartolomeo lascia la Lega «Ormai è una dittatura»

Ex segretario provinciale del carroccio, e poi consigliere comunale, ha deciso di aderire al movimento “Gilet arancioni” del generale Pappalardo

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LARCIANO

Massimo Bartolomeo, classe 1976, consigliere comunale di Larciano ed ex segretario provinciale della Lega, “divorzia” dal Carroccio. Dopo 13 anni. Una decisione sofferta – spiega – ma ormai non più rimandabile che lo ha portato ad aderire al movimento dei “Gilet arancioni” del generale Antonio Pappalardo.

«Già da un po’ di tempo le cose non andavano più bene per il mio modo di intendere la politica – spiega il nuovo segretario regionale dei Gilet arancioni –. Tutto è cominciato con il commissariamento, nel gennaio 2019. Da allora non sono stati fatti più congressi. La situazione, a livello territoriale, era diventata una dittatura piuttosto che una democrazia. E così ho deciso di andarmene» .

Bartolomeo diventò un attivista della Lega nel 2007 e poco dopo, con Giancarlo Noci, fondò la sezione quarratina del Carroccio. Nello stesso anno entrò nel direttivo di sezione provinciale e, nel 2015, fu eletto segretario provinciale. Poi, nel 2016, fu eletto consigliere comunale di Larciano. «Sono stati anni di grandi risultati per noi – sottolinea Bartolomeo – tra i tanti, il 13% ottenuto alle amministrative a Larciano e il 20% (dallo 0, 9% della tornata elettorale precedente) alle ultime politiche. In questi anni, ho sempre cercato di mettere davanti a tutto il bene dei cittadini e lo dimostra la grande collaborazione con la giunta del Comune di Larciano targata Pd: le idee politiche, in ogni caso, non hanno impedito di raggiungere ottimi risultati nella gestione della cosa pubblica».

Quello che gli riserverà il futuro Massimo Bartolomeo non può saperlo. Ma, intanto, ha cominciato una nuova avventura. «Alcuni amici mi hanno cercato – dice il segretario regionale del movimento dei Gilet arancioni – e mi hanno presentato il programma, scambiando opinioni. E, ovviamente, abbiamo trovato dei punti d’incontro: l’uscita dall’Europa, una forma di valuta parallela all’euro, lo scioglimento delle Camere e la sovranità, vera, al popolo italiano. Organizzeremo manifestazioni ed eventi e, in questo modo, ci faremo conoscere in tutto il territorio”. –



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