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ponte buggianese festeggia 

Due neo laureate da casa propria in due giorni

Roberto Grazzini
Due neo laureate da casa propria in due giorni

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Ponte Buggianese

Fra bollettini, tabelle di picchi e percentuali varie, il comune di Ponte Buggianese fa registrare due “casi” positivi e ravvicinati, coi quali il Covid 19 c’entra ma solo per alcune limitazioni previste nel famoso decreto. In pratica, in meno di 24 ore Silvia Valori e Giada Cecchi, entrambe 25enni, hanno presentato e discusso brillantemente, con volto e voce via etere (è più romantico di piattaforma multimediale) le rispettive tesi di laurea, senza recarsi all’ateneo di appartenenza ma direttamente dalla propria abitazione. Identico il procedimento con liberatoria firmata e parenti nascosti a fare il tifo in silenzio (e non per suggerire). Ha rotto il ghiaccio, in ordine cronologico Giada Cecchi, sfoderando un elegante completo scelto prima dell’arrivo di questo maledetto coronavirus.

«Ci tenevo tanto perché doveva essere un giorno speciale – racconta – e per certi versi lo è stato senz’altro. Non m’ immaginavo certo di laurearmi in questa maniera. Alla fine resta pur sempre un’esperienza di vita».

Per la tesi in lingue straniere Giada ha scelto un testo di di D. Švidkovskij “Da Pietro il Grande a F. B. Rastrelli” parole e concetti di architettura nel Settecento russo. Alla fine è arriva un 99 ben accetto per la gioia di mamma Sabrina, babbo Aristide e del fratello Davide.

A un chilometro di distanza, 20 ore dopo, è toccato a Silvia Valori sottoporsi alla schiera inquisitoria dei “prof” per laurearsi (con 97) in Scienze della formazione primarie discutendo una tesi su “Implicazioni e ripercussioni dell’uso delle nuove tecnologie in età scolare”. A far festa oltre a mamma Mila, papà Davide e il fratello Stefano, tutto lo stabile e relativi parenti che vi abitano.

Lei ha optato per una “mise” decisamente più casual (pantaloni del pigiama compresi) e computer in cucina. «Diciamo che ho fatto di tutto per sentirmi a mio agio in un contesto quasi surreale – ha confessato – e i pantaloni tanto non si vedevano. Un grazie speciale al mio relatore Andreas Roberto Formiconi». Da indiscrezioni, si parla di case invase dai fiori, compreso quelli dei rispettivi fidanzati. Alle neodottoresse le felicitazioni della nostra redazione. —

Roberto Grazzini

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