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Test sierologici al Lamm ma soltanto a Lucca E saranno a chiamata

Maria Salerno
Test sierologici al Lamm ma soltanto a Lucca E saranno a chiamata

Dal laboratorio analisi spiegano che la sede di Pescia non ha i requisiti richiesti dalla Regione. «In soli due giorni abbiano saturato le richieste»

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PESCIA

Sono arrivati ieri, al centro analisi Lamm, i 1.500 test sierologici rapidi per svolgere gli accertamenti a carico del servizio sanitario regionale (e dunque gratuiti per i cittadini) finalizzati a scoprire se una persona è entrata in contatto con il virus e ha sviluppato gli anticorpi. Ma sebbene il laboratorio rientri tra quelli “convenzionati” con la Regione, e sia presente anche a Pescia, solo nel centro prelievi di Lucca sarà possibile effettuare il test.

La notizia è stata accolta con rabbia dai pesciatini. «Per più di mese siamo stati diffidati anche dalla possibilità di andare a fare la spesa all’Eurospin, che si trova a Uzzano – dice un cittadino che ha chiamato il centro Lamm per prenotare il test – e adesso pur avendo a disposizione un centro analisi convenzionato sul territorio bisogna recarsi a Lucca. Mi sembra paradossale».

È esattamente così. «In due giorni abbiamo saturato le richieste – fa sapere Andrea Ferroni del centro Lamm – l’ordinanza regionale ci impone di soddisfare certe condizioni per effettuare i test, di predisporre una sede ad hoc con una rigida separazione tra utenti, percorsi unici per coloro che devono sottoporsi al test, entrata e uscita separate eccetera. Tutto questo è un po’ difficile da realizzare nella sede di Pescia, che ha un unico ingresso, e per questo abbiamo predisposto l’altra nostra sede. Resta inteso che a Pescia il centro rimane aperto per effettuare gli esami di routine e altre analisi urgenti. Abbiamo già chiuso le liste di attesa perché abbiamo raggiunto il tetto massimo di prestazioni, ma non faremo distinzione alcuna tra cittadini lucchesi e cittadini pesciatini. Ovvero chiameremo in base alle priorità, ma quelle fissate dalla Regione». Prima chi ha contatti con il pubblico, chi ha rapporti con categorie a rischio o con ambienti potenzialmente infetti. Priorità, sottolineano dagli uffici della Regione, che si allargheranno nelle prossime settimane. E che ad ogni modo, rassicurano da Lamm, non avranno a che fare con la provenienza dei richiedenti, ma con l’appartenenza di ciascuno alle suddette categorie.

«Mi dispiace – ha ribadito Ferroni – ma la situazione è questa e noi non possiamo che attenerci alle disposizioni, così come abbiamo già fatto quando, pur avendo a disposizione test di biologia molecolare validati dall’Oms e tamponi orofaringei, non li abbiamo utilizzati perché in quanto privati non avevamo il benestare istituzionale. E questo nonostante molti ci chiamassero. Ci eravamo anche offerti di farlo gratuitamente al personale sanitario».

“Situazione grottesca” per il consigliere comunale Giacomo Melosi, cui molti cittadini hanno segnalato il disservizio. «Prima si impedisce al centro di fare tamponi e test in forma privata, poi (in ritardo rispetto all’ordinanza) sono stati consegnati solo 1.500 test, numero insufficiente a coprire le richieste, tanto da costringere il centro a chiudere la lista delle prenotazioni dopo poche ore – ha dichiarato Melosi –. Ma la cosa ancor più grave è che non si permette al centro prelievi di Pescia di poterli eseguire, costringendo a dirottare gli utenti su Lucca. Questo denota l’ inadeguatezza degli amministratori regionali che, nell’assurda situazione in cui non si può passeggiare a più di 200 metri da casa, si fanno fare 20 km per sottoporsi a preventivi test sierologici necessari a limitare il diffondersi del virus» . –

Maria Salerno

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