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Addio a Galligani, fu tra i fondatori della squadra del Murialdo
Originario di Ponte, si era trasferito in zona sud diventando uno dei personaggi di riferimento. Lascia la moglie e due figli
MONTECATINI. Con la scomparsa di Franco Galligani la zona sud di Montecatini perde uno degli ultimi grandi saggi dai saldi principi morali, insostituibile uomo delle retrovie, e cioè di coloro che si danno da fare per la comunità ma detestano il presenzialismo e soprattutto stanno molto attenti che nessuno resti indietro. La figura imponente di questo omone di un metro e novanta cozzava con i modi cortesi, genuini e riservati, figli di un’innata indole accomodante e diplomatica.
Era nato a Ponte Buggianese nel 1929 per diventare presto montecatinese di sottoverga di adozione. Residente in via Umbria, legato profondamente al territorio, agli insegnamenti cristiani ed alla parrocchia del Corpus Domini, fu uno dei pionieri a cui si deve la costruzione degli spogliatoi e la messa a norma del campo dell’Oratorio Murialdo. Sul finire degli anni Settanta, dopo le ore passate in ufficio da buon ragioniere, alla sera prima di cena, e a volte pure dopo, si toglieva giacca e cravatta per indossare i panni di improvvisato (ma non più di tanto) muratore, cappellino di carta compreso, e si ritrovava assieme agli amici sognatori Luciano Calzolari e Andrea Fanucci, col vulcanico Massimo Fanucci a dare direttive, controllati a vista dal compiaciuto sguardo di don Luigi Giannecchini, figura fondamentale in seno all’oratorio.
Questi ardimentosi, mattone dopo mattone, costruivano quello che sarebbe divenuto a breve un importante centro di aggregazione, grazie al football, di tanti giovani della zona. Ragazzi adesso padri di famiglia che mai come allora si sentirono parte integrante del loro quartiere e della loro comunità, sentimento tuttora vivo e tramandato di generazione in generazione.
Come diceva Sant’Agostino “la parola conduce ma l’esempio trascina”. Ed allora al gruppo si aggiunsero altri personaggi importanti, su tutti Gabriello Severi ed Enzo Gerini. Fu creato un vero e proprio settore giovanile affiliato alla Figc, e quando fu chiesto a Galligani di fare il presidente declinò gentilmente l’invito lasciando l’onere e l’onore a Calzolari. Lui preferiva preparare il the per suoi ragazzi o prendere la segatura dal falegname Tosi per metterla davanti alle porte quando il terreno era pesante. Se n’è andato ieri in assoluto silenzio, come suo custume, in serenità, circondato dall’affetto della adorata moglie Carla con la quale avrebbe festeggiato fra poco i 65 anni di matrimonio, dei figli Anna e Luca e dei nipoti. Da oggi riposerà nella cappella di famiglia nel cimitero di Montecatini.
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