Il Tirreno

Montecatini

scuolA 

Studiare a distanza funziona ma manca il contatto umano

Elena Guerri

Giudizi tutto sommato positivi degli studenti sulla DaD dopo una prima fase caratterizzata soprattutto da problemi di connessione e programmi

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI

Il suono della campanella, i banchi di scuola e la cattedra sono ormai un lontano ricordo. Così come i corridoi affollati, la fila alle macchinette del caffè e il rumore delle voci. Niente più zaino da preparare, né giustificazioni da scrivere. Oramai la DaD, acronimo per Didattica a distanza, si è imposta prima come supplente, e poi come titolare. E dopo esser stata guardata con molta diffidenza, anche i più tradizionalisti sono stati costretti ad arrendersi. Ma gli studenti cosa pensano della nuova modalità di istruzione? Quali lati sono positivi e quali negativi?

Sicuramente gli adolescenti stanno dimostrando una grande responsabilità e maturità non solo nel seguire le lezioni, ma anche nell’essere protagonisti attivi di questa nuova sfida.«Le videolezioni stanno sostituendo in modo concreto e positivo le lezioni in classe – commenta Giacomo Niccolai della seconda scientifico del liceo Salutati di Montecatini – inizialmente ci sono stati dei problemi tecnici dal punto di vista della connessione e dell’attivazione dei programmi, ma adesso sono stati superati e riusciamo a seguire bene le lezioni delle materie letterarie. Abbiamo qualche difficoltà con matematica e fisica, visto che richiedono un maggior esercizio pratico e la distanza non aiuta. Chiaramente noi ragazzi sentiamo in modo particolare la mancanza del contatto diretto con gli altri compagni e con i docenti».

«In un primo momento sono stato intimorito dalla velocità con cui tutto è accaduto – aggiunge Francesco Ciampi della IV Afm dell’istituto Forti – con il passare dei giorni però ho iniziato ad abituarmi e ritengo che la didattica a distanza sia un ottimo sostituto della tradizionale. L’unico lato più preoccupante è quello relativo alla valutazione. Su di essa rimangono incertezze e vedremo in che modo saranno valutate le nostre interrogazioni e i nostri compiti scritti».

«Siamo stati catapultati in questo mondo digitale scolastico – aggiunge Ferdinando Napolitano, sempre della IV Afm – e gradualmente ci stiamo abituando a queste lezioni, che in parte sono utili, ma comportano anche tanto stress fisico e sopratutto sforzo visivo».

Anche altri studenti concordano sul fatto che non sia semplice mantenere la concentrazione di fronte allo schermo del pc; senza considerare poi eventuali problemi di connessione o l’eventuale condivisione di stanza e di computer con genitori, fratelli o sorelle. La flessibilità di orario, e soprattutto il non essere costretti a mettere la sveglia presto, sono gli aspetti più apprezzati delle videolezioni. Inoltre queste ultime sono anche un momento di incontro importante, un modo per ritrovare i propri amici e i prof, un appuntamento per rompere la monotonia delle giornate chiusi in casa e uno stimolo a non smettere di studiare e di imparare anche con metodologie diverse. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web